lunedì 3 aprile 2017

La Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio: parte prima

ARCHITETTURA ARABO NORMANNA


La chiesa di
Santa Maria dell’Ammiraglio
o
La Martorana

Prima Parte


Introduzione

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come “La Martorana”, è situata nel centro di Palermo, in una posizione più elevata rispetto alla piazza Bellini.
La chiesa è sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci, appartenente all’eparchia di Piana degli Albanesi, circoscrizione della chiesa italo-albanese, che officia la liturgia secondo il rito bizantino.
La chiesa è caratterizzata per la molteplicità di stili presenti, frutto delle tante trasformazioni subite nel corso dei secoli.
Dal 3 luglio 2015 è sottoposta a tutela come patrimonio dell’umanità dell’Unesco, inserita nel percorso arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.

Cenni storici

La chiesa fu fondata nel 1143, secondo un atto di donazione conservato nella Cappella Palatina, dall’Ammiraglio della flotta di Ruggero II d’Altavilla, Giorgio d’Antiochia.
L’Ammiraglio, già ufficiale siriano di culto bizantino, la dedicò alla Madre di Dio per ringraziarla della protezione ricevuta nella sua lunga carriera militare.
L’opera fu affidata a un architetto locale conoscitore della tradizione siculo-normanna, il quale si avvalse della collaborazione di artisti orientali per edificare la chiesa secondo il gusto bizantino.
Inoltre la chiesa venne costruita accanto al monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194 e da suo marito Goffredo.
Nel 1257 l’altare maggiore fu consacrato dal vescovo di Siracusa Matteo de Magistro, poiché la sede vescovile di Palermo era momentaneamente vacante.
Nel 1433 la chiesa dell’Ammiraglio venne assegnata al monastero su concessione di Alfonso V d’Aragona e dal Papa Eugenio IV.
La chiesa venne inglobata nel recinto del monastero e le monache abbandonarono il luogo di culto del monastero per utilizzare la nuova struttura più prestigiosa, trasformandola in luogo di culto latino.
Nel 1683-1687 la chiesa venne adeguata alle nuove esigenze imposte dal nuovo rito religioso così vennero apportate alcune trasformazioni:

  • la torre venne utilizzata come ingresso;
  • furono create tre navate per trasformare la chiesa in basilica;
  • l’abside centrale viene distrutta e sostituita da una nuova abside a pianta rettangolare, progettata da Paolo Amato;
  • il prospetto meridionale viene abbattuto;
  • lo spazio dell’atrio viene inglobato nella chiesa e viene anche coperto.

Nel 1740 Nicolò Palma progetta un nuovo prospetto secondo il gusto barocco.
Nel 1846 viene realizzato l’abbassamento del piano della piazza e costruita la scalinata d’accesso.
Tra il 1870 e il 1873 l’architetto Giuseppe Patricolo dirige i lavori di restauro nell’intento di riportare la chiesa allo stato originario.
Le modifiche che vennero effettuate furono:

  • dalle pareti laterali del Presbiterio furono staccati i marmi settecenteschi;
  • il muro di chiusura originale venne accentuato.


Con queste opere di restauro la chiesa venne riportata in gran parte al suo aspetto medievale.
Solo la navata e l’abside centrale non vennero toccate da questo intervento.
Verso la fine del XIX secolo la chiesa venne abbandonata fino alla prima metà del XX secolo quando l’arcidiocesi di Palermo la concesse alla comunità albanese di Sicilia e assunse il titolo di San Nicolò dei Greci ritornando al culto orientale.

La chiesa



La pianta è a croce greca iscritta in un quadrato, una tipologia tipica delle chiese bizantine.
L’orientamento dell’edificio è nella direzione Est-Ovest con l’abside a Est e la facciata a Ovest, orientamento tipico delle chiese orientali poiché la preghiera doveva essere rivolta sempre verso oriente.
Inizialmente era costituita da:





  • una cupola centrale (tipica delle chiese ortodosse);
  • un atrio trapezoidale scoperto e porticato;
  • una torre d’ingresso (in asse con l’abside centrale);
  • un nartece interno;
  • un nartece esterno;
  • campanile.

Questi ultimi due sono stati aggiunti alla chiesa originale nelle successive fasi di costruzione.


 Architettura Arabo-Normanna
 
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Filippo Puglia 


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.






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