venerdì 27 gennaio 2017

Il Tempo in letteratura

SPAZIO E TEMPO



Il tempo nella letteratura

Introduzione

Il tempo è una dimensione importante e fondamentale per tutti gli esseri viventi; esso regola la vita di tutti i giorni definendo gli eventi.

Il tempo può essere suddiviso in:
  • esterno alla coscienza;
  • interno alla coscienza.

Si dice tempo esterno quando viene percepito attraverso i sensi, i quali avvertono la luce o il buio.
Il tempo interno è invece un'intuizione.

Letteratura

In letteratura il tempo viene interpretato secondo diverse questioni:

  • il contesto;
  • il tema;
  • il sistema verbale;
  • la velocità.

Il contesto

In un testo letterario il tempo può essere rappresentato dal periodo storico in cui viene collocata l'opera, quindi il contesto.

Il tema

Il tempo in un testo può essere rappresentato dal tema, quando quest'ultimo è dominante e diviene quasi un personaggio, muovendo tutta la vicenda attorno a un sistema temporale.

Sistema verbale

Il tempo in letteratura può anche essere visto nella grammatica del sistema verbale.
Infatti, raccontando una storia con un'impostazione verbale al passato, abbiamo un'impressione di lontananza temporale; la stessa storia raccontata con un tempo presente ci da, invece, un'impressione di contemporaneità.

Velocità

In letteratura esistono due tempi diversi dettati dalla velocità e sono:

  • il tempo della storia;
  • il tempo dlla narrazione.

Il tempo storico è dato dalla cronologia degli eventi storici, mentre il tempo della narrazione è rappresentato dal racconto dei singoli fatti con pause, descrizioni, flash-back e anticipazioni.

Fare un'analisi della velocità e del rapporto tra tempo della storia e tempo narrativo può essere molto interessante, poiché permette di cogliere elementi e giochi narrativi.

Abbiamo così visto cos'è il tempo in letteratura e come può essere rappresentato in un testo.

Venerdì prossimo andremo a conoscere il tempo nell'arte.


Link:
Sacrestia Vecchia 
Lo spazio filosofico

Studio sullo spazio e il tempo


Filippo Puglia
Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.









Se ti è piaciuto l'articolo
aiutami a crescere.
Grazie 





Consulente Forever 
Incaricato indipendente FLP
ID:


per info contatto
 
infoforeverfp@gmail.com

giovedì 26 gennaio 2017

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

FOTOVOLTAICO

Impianto fotovoltaico

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

Una domanda che tutti ci poniamo e che spesso ci fa desistere dall'investimento.
Oggi un impianto fotovoltaico da 6 Kw costa circa 2 mila euro per ogni Kilowatt installato.

A esempio, considerando una struttura in alluminio per un tetto a falde con tutti gli accessori necessari per il funzionamento dell'impianto, l costo chiavi in mano è pari a circa 14 mila euro iva compresa al 10%.

Naturalmente questo è un prezzo indicativo che possiamo riscontrare in molti listini.

Un importo che generalmente comprende:

  • domanda al gestore della rete;

Le pratiche burocratiche da tenere in conto sono:

  • autorizzazioni per la realizzazione dei lavori;
  • pratiche Enel;
  • pratiche per il contratto di scambio sul posto col GSE.

Mentre per le eventuali pratiche da effettuare dopo l'investimento sono:

  • detrazioni fiscali per impianti domestici.

In questo caso basterà pagare con bonifico e presentare le fatture per la dichiarazione dei redditi.

Vi consiglio, comunque, di verificare sempre il tutto con le normative vigenti.

Link:

GSE

Documenti scaricabili:
Documento programmatico 2017 - detrazioni fiscali
 
Studio sulle energie rinnovabili

Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.






Se ti è piaciuto l'articolo
aiutami a crescere.
Grazie 




Consulente Forever 
Incaricato indipendente FLP
ID:
Puoi vedere i nostri prodotti e acquistarli direttamente
cliccando sul seguente link:
Filippo Puglia
info contatto
infoforeverfp@gmail.com

La storia della pasta reale e della Martorana


CHIESA DI SANTA MARIA DELL'AMMIRAGLIO



La storia della frutta Martorana.

Oggi vi voglio raccontare una storia.
Come è nata la frutta Martorana?

Dovete sapere che le suore della chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (grande esempio di architettura arabo-normanna) o Martorana sono diventate famose per aver inventato una delle specialità dolciarie di Palermo, la frutta Martorana o pasta reale di mandorle.

La chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio fu eretta nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio del regno di Ruggero II, re di Sicilia.
Nel 1193 la nobildonna Eloisia Martorana fece costruire un monastero benedettino accanto alla chiesa e al convento.
Secondo i racconti popolari il giardino del convento era fra i belli di tutta la città, dove crescevano alberi da frutto e ortaggi orgoglio delle suore del convento.

Su questo argomento vi sono diverse opinioni che, comunque, non cambiano il risultato finale.

Secondo alcuni, infatti, nel giugno del 1537 Carlo V volle visitare il giardino del monastero, ricco di alberi di arance, purtroppo però, visto il periodo, erano sprovvisti di frutta.
Secondo altri, invece, il vanto delle suore arrivò all'orecchio del vescovo, il quale volle andare a visitare il giardino, la visita fu fatta, però, in pieno autunno n occasione della festa di Ognissanti.

Allora, le monache, che andavano fiere del loro giardino e volevano che il re potesse vedere un giardino ben curato, si adoperarono e realizzarono delle arance e altra frutta di varie stagioni con la pasta di mandorle; così adornarono il loro giardino con questa invenzione donando allo stesso un effetto sublime.
Il re, alla vista di così tanta abbondanza, rimase stupito e così la pasta di mandorla divenne una specialità dolciaria siciliana.

Filippo Puglia


Se ti è piaciuto l'articolo
aiutami a crescere 

martedì 24 gennaio 2017

Principali effetti dell'inquinamento del suolo

Inquinamento 
 

Inquinamento del suolo

Nel capitolo precedente abbiamo potuto conoscere quali sono le cause che portano all'inquinamento del suolo.

In questo capitolo andremo a conoscerne gli effetti.

Principali effetti

Gli effetti principali dell'inquinamento del suolo sono:

  • contaminazione globale:
la contaminazione avviene quando nel suolo vengono immesse delle sostanze tossiche che persistono sul terreno fino a entrare nella catena alimentare.

  • Trasferimento:
il trasferimento delle sostanze inquinanti consiste nell'assorbimento nel terreno delle stesse fino al passaggio definitivo nelle falde acquifere.
Una volta che le sostanze arrivano nelle falde acquifere i rischi per la salute dell'uomo sono alti ed evidenti.

  • Alterazione ecosistema:
l'alterazione dell'ecosistema suolo è dovuto a:
  • perdita di biodiversità;
  • riduzione della fertilità;
  • riduzione del potere autodepurante.

Le conseguenze sono micidiali sia per l'ambiente sia per l'uomo.
L'ambiente viene alterato divenendo così invivibile, mentre l'uomo rischia la propria salute con malattie di vario genere.

L'obiettivo di questo argomento è conoscere il problema per prevenire il danno con il riciclo produttivo; abbiamo conosciuto le cause dell'inquinamento e quali sono i rifiuti. Nel nostro Paese esiste la raccolta differenziata, quindi conosciamo molte cose in merito a essa, ma ci possono essere anche altre soluzioni di riciclo dei rifiuti tramite il design.

Dal prossimo capitolo inizieremo il vero viaggio verso il design.
Appuntamento a martedì prossimo.


Potete consultare anche i seguenti link:
Inquinamento dell'acqua
Definizione

Studio sull'inquinamento

Filippo Puglia


Se ti è piaciuto l'articolo
aiutami a crescere 




Consulente Forever 
Incaricato indipendente FLP
ID:
Puoi vedere i nostri prodotti e acquistarli direttamente
cliccando sul seguente link:

Filippo Puglia
info contatto
infoforeverfp@gmail.com 

lunedì 23 gennaio 2017

La leggenda della Madonna nera e della bambina

TINDARI

Laghetti di Marinello


Leggenda della Madonna nera e della bambina

Piazza sul golfo
Si narra che una signora, avendo la bambina gravemente ammalata si rivolge alla Madonna del Tindari, facendo un voto affinché la figlia potesse guarire dalla grave malattia.
Ottenuta la grazia, la signora, dopo un lungo viaggio, si reca presso il santuario della Madonna di Tindari, ma alla vista della Madonna bruna esclamò:
Hàju vinutu di luntana via ppi vidiri a una cchiù brutta di mia”
(Sono venuta da lontano per vedere una più brutta di me).

Così parte in cerca della sua bella Madonna Miracolosa, ma nel frattempo la bambina, lasciata sola, precipita dalla cima del colle, allora la madre torna a pregare:
“Se siete voi la miracolosa Vergine che la prima volta avete salvato mia figlia, salvatela una seconda volta”.
La Madonna nera, intanto, salva per la seconda volta la bambina creando un arenile sul mare sottostante; infatti un marinaio accorre verso la bambina e la trova tranquilla che gioca sulla spiaggia, restituendola poi alla madre che commossa ringrazia la madonna:
Veramente voi siete la gran Vergine miracolosa!”

Team


Se ti è piaciuto l'articolo
aiutami a crescere 

Introduzione alla basilica barocca

BAROCCO
Basilica di Santa Croce - Lecce

La basilica barocca

Basilica collegiata - Catania
L'avvento del barocco portò gli architetti a rinunciare allo schema rinascimentale a pianta centrale, che era il simbolo umanistico della perfezione, in favore di una pianta a croce latina.
La pianta a croce latina era di origine medievale ed era caratterizzata da una navata longitudinale allungata: una tipologia più idonea alle nuove esigenze liturgiche che avevano bisogno di un ambiente più ampio, in grado di accogliere un maggior numero di fedeli e di concentrare l'attenzione sull'altare.
Verso la fine del cinquecento l'ordine gesuita propose la chiesa romana del Gesù come modello che vedeva la perfetta fusione tra funzionalità e forma; da qui lo sviluppo della tipologia.
La ricerca di integrazione tipologica non rallentò e presto si arrivò a un nuovo rapporto tra chiesa e ambiente esterno urbano: l'introduzione dell'asse longitudinale accentuava il movimento in profondità, aprendo così verso l'esterno la forma architettonica di fine cinquecento, fino a quel momento chiusa e autosufficiente.
Le facciate delle chiese divennero organismi plastici non conclusi: il segno del passaggio dallo spazio interno alla scena esterna.
Nel seicento venne introdotto anche l'altro asse dimensionale, quello verticale: infatti le sperimentazioni effettuate sulla cupola furono tra le più importanti del barocco.

Nel prossimo capitolo tratteremo la tipologia longitudinale della basilica barocca.

Appuntamento a lunedì per i nostri viaggi nell'architettura.

Studio sul barocco

link:

Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.



Se ti è piaciuto l'articolo
aiutami a crescere.
Grazie 






 Vuoi arredare il tuo salotto?
Vuoi progettare la tua cucina?
Il tuo giardino?

per info
filpuglia@gmail.com