venerdì 3 marzo 2017

Ditirambi: una poesia dedicata a Gioiosa Marea e al suo territorio


I



C'era il carrubo nell'afa e i suoi rami carichi di cicale
a vegliare le soste dei pastori sulle alture di Gioiosa, a picco sul mare .
Sullo strapiombo di Calava' calano i venti come fossero musiche
tra le rocce immobili e squassate dalle folate di Galbato alta,
quella guardia di aragonesi e vescovi,
dove nei pomeriggi nella grande sala,
ora pascolo di greggi, si scrivevano poesie e affari.
A mare i pescatori della tonnara di S.Giorgio
squadrano il mare, sono i custodi del segreto di sopravvivere alle tempeste,
ai tifoni, alle code di ratto che veloce prendevano le navi nei loro abissi.
Qui i palombari sono dei giovani inesperti con tanto coraggio,
si tuffano dagli scogli di Mongiove, conoscono le caverne sotterranee dei riti religiosi.
Gia' c'erano uomini sotto le pendici del tempio al Dio Giove,
dove pellegrini siculi facevano onore ai sacerdoti arroccati
sul crinale distante da Tindari
e poi venivano a consegnare al mare le loro preghiere mischiate all'acqua,
che lavava i corpi stanchi e spossati dai grandi viaggi.
Gli alberi di eucalipti e ulivi erano i sentieri verso Tindari antica,
molti retori trovavano ombra e ristoro tra i giardini.
La retorica nacque a Siracusa,
quando bisognava difendere i poveri
dalle espropriazioni di terre da parte dei tiranni.
Difesa giudiziaria e arringa,
ma anche filosofia del linguaggio e comunicazione.
Insieme alla grammatica, la retorica e' il fondamento del dire,
il parlar bene e' nato tra i teatri greci e le dimore sicule.
Platone riferi'
che i retori siciliani dissero
che piu' che del vero bisogna parlare del verosimile.
Le cose grandi le facevano sembrare piccole e viceversa,
vestivano l'antico di nuovo e il nuovo di primordialita'.
Un discorso puo' essere di due opposti, o coinciso o prolisso senza limiti.
Qui, tra le piazze e i borghi degli arabi,
si studiavano le geometrie astrali,
si facevano oroscopi per i governanti e gli imperatori.
Guardavano il cielo come un scrigno di stelle sulla natura potente della Sicilia.
I poeti furono artefici della lingua italiana,
qui si codifico' il linguaggio d'amore,
il volgare come forma di liberazione dagli schemi latini.
Il troppo e' la regola della sovrabbondanza, della tracotanza.
Tutto e' uno sconfinare nell'anima del mondo,
nei mille spiriti che ci hanno abitato come ospiti.

di Pescatori, di borghi e leggende

sezione seconda
di

Ditirambi Meridionali

dedicata a Gioiosa e il suo territorio

Tindaro Niosi


Donazione libera

giovedì 2 marzo 2017

Il maestro della fotografia in 3d

STATUE E MODELLI

STAMPA 3D


MARIO BRANCATO PHOTOGRAPHER

Il maestro della fotografia vi stampa in 3d.
Per info contattatemi:
mail: filpuglia@gmail.com

martedì 28 febbraio 2017

Serenità

Serenità

 Tecnica mista
35 x 50

Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.




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lunedì 27 febbraio 2017

Il giardino barocco

BAROCCO

Il giardino



Il giardino cinquecentesco

Il giardino cinquecentesco conserva il carattere medievale di luogo chiuso organizzato secondo l'ideologia umanista, che prevede un'organizzazione razionale di tutti gli elementi; uno stile in cui l'architettura deve prevalere su tutto il resto: il palazzo è l'elemento architettonico che domina il giardino in cui gli elementi naturali sono trattati come elementi architettonici con piante e alberi ridotti a forme geometriche messe al servizio dell'uomo.

Il giardino barocco

Nel seicento invece il giardino viene trasformato in spazio in cui mistero e magia prendono il posto della perfezione geometrica e della staticità.

Il giardino barocco è l'unione di una molteplicità di luoghi, un giardino come rappresentazione dello spazio infinito in cui ogni singolo componente è progettato per stupire con continui colpi di scena.

Con l'avvento del barocco i giardini divengono fusione di elementi architettonici con quelli naturali.
Uno spazio molto articolato, dilatato e aperto, ricco di percorsi e assi visivi che sfuggono all'occhio umano. Mentre negli spazi vicini al palazzo gli elementi naturali prendono le forme geometriche, man mano che ci si allontana da esse le forme divengono più libere e sinuose.

Un sistema che porta il giardino stesso ad assumere delle connotazioni più simili al parco, in considerazione del fatto che lo stesso tende ad aprirsi verso l'esterno unendosi visivamente con il territorio.

Studio sul barocco

Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.







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