martedì 7 marzo 2017

La Sicilia e i siciliani: storia di un'emigrazione dimenticata

LA STORIA VERGOGNOSA
The Shameful Story

Conoscere la storia è importante perché la storia non divide ma insegna.
Non bisogna mai dimenticare.
Filippo Puglia


Memory isn't passive, it's an act of resistance.

La Storia Vergognosa 
The Shameful Story
il film documentario di Nella Condorelli, 
prodotto da Factory Film, 
vince la selezione promossa 
dall'Assessorato al Turismo Sport Spettacolo della Regione Siciliana 
Sicilia Film Commission 
nell'ambito del programma Sensi Contemporanei. 
Pubblicata la graduatoria dei film e dei documentari selezionati dal bando 2016: sono 17 i documentari e 11 i lungometraggi a soggetto che saranno sostenuti complessivamente con 1.520.000 euro.
Ecco i numeri diffusi dall'Assessore Anthony Barbagallo nel corso della conferenza stampa 
(Palermo, 24.02.2017) sugli esiti della selezione pubblicata al termine delle audizioni e dei lavori della Commissione di Valutazione : 
95: numero totale delle istanze pervenute a seguito della pubblicazione del bando (scadenza 22 agosto 2016) 28: numero totale delle produzioni cofinanziate (di cui 11 lungometraggi a soggetto e 17 documentari) 1.520.000,00 euro : importo totale dei cofinanziamenti assegnati 
8.102.888,60 euro : spesa totale che verrà generata sul territorio siciliano dalle produzioni cofinanziate con il presente bando (con un moltiplicatore di 1 x 5,33) 
631: i professionisti siciliani che verranno impegnati nelle 28 produzioni cofinanziate. 
L'Assessorato segnala ancora che per la prima volta, attraverso la Sicilia Film Commission (attiva all'interno dell'Assessorato regionale al Turismo Sport e Spettacolo nella forma di Ufficio Speciale per il Cinema e l'Audiovisivo) diretta da Alessandro Rais, la partecipazione al bando è stata aperta anche alle case di produzione straniere (vincolate però, in caso di accesso al finanziamento, a stipulare un accordo di coproduzione o di produzione esecutiva con imprese italiane). 
Sei sono stati i produttori stranieri che hanno aderito alla “call”, e tre i progetti che sono entrati in graduatoria e saranno realizzati in Sicilia nei prossimi mesi. Da sottolineare la portata internazionale di più d'uno dei progetti italiani finanziati in questa occasione, sia per la decisiva presenza di coproduttori stranieri, che per l'effettiva capacità delle storie di rivolgersi ad un pubblico internazionale.
“La Storia Vergognosa | The Shameful Story” racconta una pagina vera e censurata dell'emigrazione italiana in America tra il 1890 ed il 1920, la prima grande ondata migratoria nazionale, in maggioranza siciliana. 
Il docu-film segue le tracce degli uomini e delle donne, contadini, zolfatari, piccoli operai, proletari urbani, maestri, artisti di strada..., costretti a partire dalla Sicilia per la miseria, per la violenza mafiosa, per la persecuzione politica (molti di loro avevano fatto parte del movimento dei Fasci dei Lavoratori), risalendo il Novecento su una riva e sull'altra. 
La Sicilia, terra di partenze, terra di approdi. Con una domanda centrale: perchè dimentichiamo? Il film-documentario, attualmente in pre-produzione, sarà girato interamente in Sicilia tra l'estate e l'autunno prossimi, sulle strade e nei luoghi che videro quel grande esodo, e si avvale di fonti documentali inedite e di uno straordinario repertorio visivo e musicale, rintracciati tra Palermo, New York, Buenos Aires, Asunçion.
La Storia Vergognosa | The Shameful Story un film documentario di Nella Condorelli 
produzione Factory Film ammesso a cofinanziamento della Regione Siciliana Assessorato al Turismo Sport Spettacolo / Ufficio speciale per il Cinema e l'Audiovisivo - Sicilia Film Commission / Programma Sensi Contemporanei "Film riconosciuto d'interesse culturale" 
Mibact/Direzione Generale del Cinema www.lastoriavergognosa.com 

Link:
Aiutatemi a crescere
con una donazione libera.
Grazie

Palermo capitale della cultura 2018

PALERMO
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2018

Palermo sarà la Capitale italiana della Cultura 2018. Lo ha annunciato il ministro Dario Franceschini presso il Salone del Consiglio Nazionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, leggendo la decisone della Commissione giudicatrice, che ha deciso all’unanimità.
Questo titolo segue quello della proclamazione di Palermo a Capitale italiana dei giovani 2017.

SPOT
di 
Tokai
 Vincitore del contest 
"Palermo Welcome"


 Palermo è una città unica e ricca di storia, di colori, folklore, tradizione e soprattutto passione: il video "Palermo Welcome" mostra la passione dei palermitani e i tesori di una città che a ogni passo racconta la sua storia e la storia dei popoli che l'hanno resa unica.

Il video della cerimonia


“Questo riconoscimento – ha detto il sindaco Leoluca Orlando - conferma lo straordinario momento di rinascita della nostra città e il suo essere divenuta capitale del dialogo e dell’arricchimento tra le culture, che è la base di una Cultura che guarda al futuro. Dopo il riconoscimento di Capitale italiana dei Giovani e dopo l’attribuzione a Palermo di “Manifesta”, la biennale di arte contemporanea che la nostra città ospiterà l’anno prossimo, arriva quindi un nuovo importante strumento per confermare il rinnovato ruolo di Palermo nello scenario nazionale e internazionale."

Aiutami a crescere 
con una donazione libera.
Grazie

lunedì 6 marzo 2017

La piazza barocca

BAROCCO




La piazza barocca




Introduzione

In questo capitolo vediamo in linea generale come viene intesa la piazza nel periodo barocco; uno studio che sarà approfondito nel dettaglio quando parleremo delle singole piazze costruite in quel periodo. Andremo, infatti, ad analizzare le piazze barocche siciliane e romane.


La piazza

Le piazze barocche venivano allestite con sfarzo e fastosità, come se si trattasse di addobbare un ambiente interno.

Medioevo



Le feste più importanti di Roma si svolgevano in occasione del Giubileo o dell’investitura del Papa: occasioni in cui venivano allestiti archi trionfali, applicate facciate posticce a palazzi e chiese e obelischi ed effetti di luce camuffavano l’immagine della vera città.




Barocco

Con il passare del tempo e con l’avvento del barocco gli arredi fissi presero il posto di quelli provvisori e di conseguenza anche la progettazione degli spazi urbani e architettonici fu ideata con caratteristiche scenografiche.

Nella città di Palermo furono costruiti i Quattro Canti, una soluzione progettuale nata dall’esigenza di controllare la popolazione e di esibire il potere che si trasformò in un teatro all’aperto di grande forza persuasiva.

Nella città di Messina venne costruita la Palazzata (1622-24) conosciuta come il gran teatro della marina: questa era una facciata uniforme, monumentale e continua, di palazzi disposti vicino alla riva del mare. Questo fronte di architettura civile, molto scenografico, formava una quinta che seguiva la curvatura naturale del golfo.


Filippo Puglia

Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.






Aiutatemi a crescere
con una donazione libera.
Grazie





per info e preventivi

filpuglia@gmail.com

domenica 5 marzo 2017

Jacopo da Lentini il maggior esponente della scuola siciliana

SCUOLA POETICA SICILIANA



Introduzione

Vi propongo un'altra poesia della scuola poetica siciliana, in modo da iniziare a conoscere le origini della lingua siciliana e probabilmente anche italiana. È vero che in quell'epoca storica, considerando che i popoli della penisola parlavano vari dialetti, si sentiva il bisogno di una lingua comune. Federico II, uomo colto e intelligente, forse anche per dare un certo peso al suo regno, diede vita alla scuola poetica siciliana nel tentativo di unificare la lingua.
Cercheremo, in seguito, di comprendere meglio le fasi della nascita di questo movimento culturale che ha dato in qualche modo l'imput decisivo per l'unificazione linguistica.
La poesia di Giacomo da Lentini è trascritta da Paolo Pettinari, edizioni Mediateca.

GIACOMO DA LENTINI
Maravigliosamente

Tipico testo della scuola siciliana in cui Giacomo da Lentini, il poeta più rappresentativo nonché il probabile inventore del sonetto, si produce nell'elogio della donna amata e sviluppa il motivo (di derivazione occitanica) dell'innamorato timido, che non osa esprimere i propri sentimenti né guardare direttamente la dama quando passa per strada, soffrendo per nascondere il proprio amore. L'autore affida il messaggio amoroso al componimento stesso, che è invitato nel congedo a recarsi idealmente dalla donna e a riferirle per conto dell'uomo la purezza del suo sentimento.
Maravigliosamente
un amor mi distringe
e sovenmi ad ogn'ura;
com'om che tene mente
in altra parte, e pinge
la simile pintura,
così, bella, facc'eo:
dentra lo core meo
porto la tua figura.

Un amore mi stringe e mi tiene in modo meraviglioso ogni momento. Come uno che osserva un esempio e dipinge una pittura simile ad esso, così, bella, faccio anch'io che porto la tua figura dipinta nel mio cuore.

In cor par ch'eo vi porti
pinta como parete,
e non pare di fore;
anzi m'asembr 'a morti,
ché non so se sapete
com’io v’amo a bon core;
ca son sì vergognoso
ch'eo pur vi guardo ascoso
e non vi mostro amore.

Sembra che io vi porti nel cuore, dipinta così come apparite, e la cosa non traspare all'esterno [non lo do a vedere]. O Dio, come mi sembra duro [da sopportare]. Non so se sapete come vi amo lealmente; infatti io mio vergogno a tal punto che vi guardo sempre di nascosto e non vi dimostro io mio amore.

Avendo gran disio,
dipinsi una figura,
bella, a voi simigliante;
e quando voi non vio
guardo in quella pintura,
e par ch'eo v'agia avante:
si com'om che si crede
salvare per sua fede
ancor non via davante.

Avendo un grande desiderio ho dipinto un quadro, bella, che somiglia a voi, e quando non vi vedo guardo in quella figura e sembra che vi abbia davanti: proprio come colui che crede di salvarsi per la sua fede, anche se non vede nulla di fronte a sé.
 
Cosi m'arde una doglia,
com'om che ten lo foco
a lo suo seno ascuso,
che, quando più lo 'nvoglia,
tando prende più loco
e non pò stare incluso;
similimente eo ardo
quando passo e non guardo
a voi, viso amoruso.

Nel cuore mi arde un dolore come uno che tiene il fuoco nascosto nel suo petto, e quanto più lo soffoca tanto più forte esso lì arde e non può stare racchiuso: io ardo in modo simile quando passo [per strada] e non guardo verso di voi, viso che ispirate l'amore.
 
Per zo s'io v 'ho laudato,
madonna, in molte parti
di belleze ch'avite,
non so se v'è contato
ch'eo lo faccia per arti,
che voi ve ne dolite;
sacciatelo per singa
zo ch'eo vi dire' a linga
quando voi mi vedite.

O mia signora, vi ho molto lodato in tutti gli aspetti della vostra bellezza. Non so se vi hanno raccontato che io lo faccio ad arte [in modo fittizio], dato che vi nascondete sempre. Sappiatelo attraverso i miei gesti quello che non dico a parole, quando voi mi vedrete.
 
Si 'n corpo, quando passo,
inver voi non mi giro,
bella, per isguardare,
andando, ad ogni passo
se getto uno sospiro
che mi faci ancosciare;
e certo bene ancoscio,
ch'a pena mi conoscio,
tanto, bella, mi pare.

Se quando passo guardo verso di voi, bella, non mi giro per guardarvi di nuovo. Mentre cammino, ad ogni passo getto un gran sospiro che mi fa angosciare; e certo mi angoscio a tal punto che mi riconosco a malapena [sono stravolto], tanto bella tu mi appari.

Canzonetta novella,
va canta nova cosa
- levati da maitino -
davanti a la più bella,
fiore d'ogni amorosa,
bionda più ch'auro fino:
Lo vostro amor, ch'è caro,
donatelo al Notaro,
ch'è nato da Lentino”.

O canzonetta appena composta, va' a cantare una cosa nuova; alzati al mattino presto [e presentati] davanti alla donna più bella, fiore di ogni donna amante, più bionda dell'oro zecchino [e dille]: «Il vostro amore, che è cosa preziosa, donatelo al Notaio [Giacomo] che è nato a Lentini».


Interpretazione complessiva

Metro: canzonetta formata da sette stanze di nove versi settenari ciascuna, con schema della rima ABCABCDDC (l'ultima funge da congedo). Le stanze 1-2 e 4-5 sono capfinidas (porto / porti; guardo a voi / guardo 'nver voi). Rime siciliane ai vv. 3-6-9 (-ora/-ura), 10-13 (-orti/-orte), 30-33-36 (-uso/-oso), 48-51-54 (-ete/-ite).
La lingua è il volgare siciliano della scuola, anche se sono state apportate le correzioni dei copisti toscani: residui della forma originale sono "vio" (v. 22, "vedo"), "aggia" (v. 24, "abbia"), "sacciatelo" (v. 52, "sappiatelo"), "zo" (v. 53, "ciò"), "vedrite" (v. 54, "vedrete"). Sono presenti provenzalismi ("maitino", v. 57) e latinismi (v. 5, "exemplo"; v. 52, "singa", cioè "segni"; v. 60, "auro").
Il testo è incentrato sul motivo dell'innamorato timido, che ha paura di esprimere i suoi sentimenti e quindi guarda l'amata di nascosto, non voltandosi verso di lei quando passa per strada (per non manifestare agli altri il suo amore e proteggerla, quindi, dai malparlieri). Nelle prime due stanze è presente il tema dell'immagine della donna, che Giacomo tiene nel suo cuore e guarda quando non l'ha di fronte fisicamente; nella terza stanza il tema è ulteriormente ampliato, con l'autore che dice di aver realizzato un quadro che ritrae l'amata ed è quasi un'immagine sacra, tanto che il suo atteggiamento è paragonato a quello del credente che ha fede in ciò che non vede coi propri occhi (l'amore ha un significato religioso, come già avveniva talvolta nei provenzali). A differenza della poesia trobadorica, però, il testo è qui tutto incentrato sulle reazioni psicologiche che l'amore provoca nell'animo di Giacomo, mentre la descrizione della bellezza della donna è limitata al congedo (secondo i tipici tratti della bellezza classica: la donna ha i capelli biondi "più c'auro fino").
L'ultima stanza funge da "congedo" e il poeta si rivolge idealmente al componimento, invitandolo a presentarsi alla donna per esprimerle ciò che lui non ha il coraggio di dirle apertamente (secondo un modulo che sarà ampiamente sviluppato anche presso gli Stilnovisti). Gli ultimi versi contengono anche la "firma" dell'autore, che si presenta come il "Notaro" (era il soprannome con cui era noto Giacomo) e dice di essere originario di Lentini, che potrebbe essere la città siciliana ma anche il patronimico (in tal caso vorrebbe dire "figlio di Lentino", ma è meno probabile).

La poesia di Giacomo da Lentini è trascritta da Paolo Pettinari, edizioni Mediateca.
L'Interpretazione è tratta da Letteratura Italiana.

Link:
Letteratura italiana 

 Aiutatemi a crescere
con una donazione libera.
Grazie




 Vuoi arredare il tuo salotto?
Vuoi progettare la tua cucina?
Il tuo giardino?

per info
filpuglia@gmail.com