mercoledì 29 marzo 2017

Crocifissione di Renato Guttuso

RENATO GUTTUSO

CROCIFISSIONE

1941
Olio su tela
200 x 200 cm
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Introduzione

In questa puntata del nostro cammino rivolto alla comprensione di Renato Guttuso conosceremo una delle sue opere più famose, che fece attribuire all’artista l’appellativo di “pictor diabolicus”.
Fu un’opera molto criticata sia dalla chiesa cattolica sia dal partito fascista per la nudità dei personaggi e per la crudezza della rappresentazione, evidente riferimento alla crudeltà della guerra, tanto che la chiesa proibì ai fedeli di vedere il quadro.

A queste pesanti critiche l’artista siciliano rispose con queste parole:
Li dipinsi nudi per sottrarli a una collocazione temporale: questa è una tragedia di oggi, il giusto perseguitato è cosa che soprattutto oggi ci riguarda”.

Crocifissione

Guttuso rappresenta la scena con uno schema spaziale nuovo e inedito, dipingendo le tre croci in diagonale, una dietro l’altra.
Egli raffigura la scena con una prospettiva irreale in modo da dare un senso di straniamento.
Una scena in cui si può solo immaginare il dolore inciso sul volto di Gesù, poiché esso è nascosto dalla croce di uno dei due ladroni.
La pennellata forte e intensa insieme ai colori accesi trasmette quella carica espressiva tipica delle opere di Guttuso.
Un’opera in cui egli racconta gli orrori della guerra nella città bombardata sullo sfondo, uniti alla vicenda drammatica della crocifissione di Gesù, trasportata in una città distrutta.
L’artista siciliano rappresenta i personaggi nudi in modo tale da raffigurarli fuori dal tempo.
Quello rappresentato è un dramma di tutti gli esseri umani e quindi una scena comune in cui il tragico evento della crocifissione rappresenta il simbolo dell’oltraggio subito da molti per via delle loro idee.
Guttuso raffigura i massacri e la crudeltà della guerra con evidenti riferimenti evangelici.
Infatti, in primo piano in basso, raffigura un soldato che sorregge con una mano un’asta con in cima una spugna imbevuta d’aceto e con l’altra delle pietre.
Le case, infine, sono appena accennate con linee essenziali proprio perché così possono essere identificate sia con quelle antiche che con quelle attuali.

Emozioni

La disperazione e il dolore delle donne che piangono per la morte di Gesù unite alle figure dei soldati che mostrano arroganza e fierezza nell’atto eseguito incutono delle sensazioni che possono essere trasportate ai nostri giorni, non solo per le continue guerre che ancor oggi si combattono, ma anche nel modo di vivere di ognuno di noi.
L’indifferenza e l’atrocità dell’ipocrisia di fronte alla sofferenza della gente.
Osservando l’opera si possono dare molte definizioni, o significati, associandole alle varie vicende della vita quotidiana, dalle guerre alla politica ai comportamenti dell’uomo comune, vicende che possono essere dedotte dall’opera.

Studio su Renato Guttuso

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Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.



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lunedì 27 marzo 2017

Il Castello della Zisa di Palermo: seconda parte

 
ARCHITETTURA ARABO-NORMANNA


IL CASTELLO DELLA ZISA

Seconda Parte



La Zisa

La Zisa era un palazzo reale pensato e costruito per essere la residenza estiva del re.
In considerazione di questo gli architetti islamici del tempo posizionarono l’edificio con un’esposizione nella direzione nord-est; in questo modo la brezza del mare poteva ventilare gli ambienti grazie a un sistema di ventilazione naturale con l’ausilio di canne di ventilazione posizionate sui pavimenti di ogni piano, unite alle fontane e alle finestre collocate alla maniera islamica.
Un sistema geniale di architettura araba che permetteva di refrigerare gli ambienti in modo completamente naturale.
In pratica la brezza del mare veniva inumidita dal suo passaggio sopra la peschiera antistante al palazzo e al contatto con l’acqua corrente della sala della fontana dava una sensazione di fresco.

Descrizione

Il palazzo è a pianta rettangolare e si sviluppa su tre piani.
All’esterno è diviso a metà da un canale che porta acqua alle diverse vasche fino alla sala della fontana.
Il parallelepipedo, alto e compatto, è interrotto sui lati corti da due torri a pianta quadrata.

Le dimensioni del palazzo sono di:

  • pianta 36,30 x 19,75 metri
  • altezza 25,70metri.

Le torri sui lati corti hanno le seguenti dimensioni:

  • pianta 2,35 x 2,35 metri;
  • altezza 4,20 metri.

La struttura è caratterizzata da una sala centrale a doppia altezza che ospita la fontana.

Piano Terra


Il piano terra dell’edificio ospita un lungo vestibolo voltato che precede la sala della fontana.
La sala della fontana è un ambiente di rappresentanza a pianta cruciforme con volte a stalattiti e nicchie. La sala è sormontata da volta a crociera ogivale.

Inoltre sono presenti ambienti di servizio e scale.


Piano Primo

Il primo piano presenta delle dimensioni più piccole poiché gran parte della superficie è occupata dalla sala della fontana e dal vestibolo.
A destra e a sinistra della sala della fontana sono presenti le due scale d’accesso che si aprono su due vestiboli.
Nei vestiboli sono presenti dlle piccole finestre che si affacciano sulla sala ricevimento.

Questo piano era adibito a residenza e probabilmente era destinato alle donne.

Piano Secondo

Il secondo piano, originariamente, era costituito da un atrio centrale delle stesse dimensioni della sala della fontana, da una sala belvedere adiacente che si affacciava sul prospetto principale e da due unità residenziali ai lati dell’atrio.

L’atrio centrale era scoperto e sicuramente aveva la funzione di soggiorno estivo privato.

Esterno

All’esterno la cubatura dell’edificio si può leggere in tre ordini:

  • primo ordine
chiuso all’esterno con l’eccezione dei tre grandi fornici d’accesso;
  • secondo ordine
costituito da una cornice marcapiano che delinea i vani delle finestre;
  • terzo ordine
presenta una serie continua di arcate cieche.


Architettura Arabo-Normanna

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Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
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Gianluca Rando a Nazionale 24 Show

NAZIONALE 24 SHOW

La Fucina del Sud

Gianluca Rando
in
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durante le prove
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Venerdì ore 21