mercoledì 10 maggio 2017

L'orecchio di Dionisio: Fotografia

ORECCHIO DI DIONISIO

Le Latomie del Paradiso


L'Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso. Una grotta scavata nel calcare:
  •  alta circa 23 m;
  • larga dai 5 agli 11 m;
  • profondità per 65 m;
ha un andamento ad S che lo rende anche un luogo di amplificazione acustica dei suoni.


Leggenda


Il grande maestro Michelangelo Merisi da Caravaggio si recò nella città aretusea nel 1608, in compagnia dello storico Vincenzo Miarbella di Siracusa, e osservando la particolare forma della grotta la chiamò Orecchio di Dionisio.


 Storia

La tradizione ci racconta che il tiranno Dionisio fece scavare la grotta e nella stessa rinchiudeva i prigionieri, egli stesso si appostava all'interno di una cavità superiore per ascoltare i loro discorsi.
Infatti, grazie alla sua particolare forma la grotta possiede delle caratteristiche acustiche capaci di amplificare i suoni fino a 16 volte.

Filippo Puglia

Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.




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martedì 9 maggio 2017

Il nuovo singolo di Carlo Kaneba

La

FUCINA DEL SUD

presenta

il nuovo singolo di

Carlo Kaneba

Tutto Tutto


Una produzione

La Fucina del Sud

Testo e Musica: Paolo Antonio Pappalardo
Arangiamento: Salvo Dub
Mastering: Carlo Longo


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La poesia siciliana e la metrica seconda parte

SCUOLA POETICA SICILIANA



LA METRICA

Introduzione

La poesia siciliana ha condizionato la tradizione lirica italiana.
Pur rifacendosi alla poesia trovadorica, la seleziona, escludendo riferimenti alla lotta politica, ma piuttosto alla cronaca.

Le strutture metriche sono tre:

  • la canzone;
  • la canzonetta;
  • il sonetto.

La canzone deriva dal provenzale “canso”, una forma più elevata ed illustre di poesia lirica.

La canzone è composta da:

  • endecasillabi alternati spesso con settenari.

Mentre nella canzone provenzale le rime si ripetono uguali in tutte le stanze, in quella siciliana ogni stanza riprende lo stesso sistema metrico della prima e al variare delle stanze corrisponde la variazione delle rime.

La canzonetta ha una struttura narrativa e dialogica, con argomenti meno nobili ed elevati.
È composta da versi più brevi e vivaci (settenari, doppi settenari, ottonari e novenari) con un andamento ritmico più semplice e spontaneo.

Il sonetto probabilmente deriva da una stanza della canzone, con divisione interna tra i due piedi (primi otto versi) e le due volte successive (ultimi sei versi).
I quattordici versi che lo compongono sono sempre endecasillabi.
Il sonetto tratta argomenti discorsivi, teorici, morali, ma anche amorosi e scherzosi.

Metrica

Proviamo ad analizzare alcuni componimenti siciliani.

Meravigliosamente” di Jacopo da Lentini.

È una canzonetta di settenari divisa in sette stanze.
Ogni stanza è costituita da due piedi abc e una sirma ddc; in questo caso riscontriamo una rima chiave in c che fa da collegamento.

Versi 3 – 6

… e mi tiene ad ogn’ora
… la simile pintura,

versi 33 – 36

… e non po’ stare incluso
… a voi, vis’amoroso;

versi 51 – 54

… che voi pur v’ascondete
quando voi mi vedrite.

In questi versi si riscontrano le rime.

Morte perché m’hai fatta” di Giacomino Pugliese.

È una canzone divisa in sei stanze.
La struttura di ogni stanza è così composta:

  • una fronte (vv 1 – 4)
      • due piedi uguali (endecasillabi con rima ABAB)
  • una sirma (vv 5 – 10)
      • due volte identiche (due endecasillabi e un quinario con rima ccb, ccb).

L’ultima stanza rimane a se stante con congedo.
Le precedenti cinque stanze sono collegate fra loro mediante la seguente struttura:

  • le prime quattro sono collegate a coppia:
    • la prima con la seconda:
      • vv 10 – 11 soglio / solea;
    • la terza con la quarta:
      • vv 30 – 31 donna / madonna;

fra la quarta e la quinta

“la mancanza di collegamento viene compensata da due rime al mezzo nel primo verso della sirma”

In questa canzone troviamo un’abbondanza di rime:

vv 5 – 8 pietanza / tristanza;
vv 21 – 23 iranza / speranza;
vv 25 – 26 avviso / miso;
vv 31 – 33 insegnamento / parlamento;
vv 32 – 34 conoscianza / sembianza;
vv 45 – 49 n’andao / lasciao;
vv 47 – 50 tristanza / confortanza.

In molti casi si riscontra l’uso dell’enjambement tra la fronte e la sirma, che permette un periodare ampio e fluente, nel quale l’impianto sintattico non è vincolato dai confini metrici:

vv 24 – 25;
vv 34 – 35;
vv 44 – 45.

Amando con fin core” di Pier della Vigna.

Una canzone divisa in cinque stanze, composta da endecasillabi e settenari.
Endecasillabi e settenari in proporzione inversa tra piedi identici (AaB), e volte simmetriche (ccD, ccD).

Le stanze sono tutte “capfinidas” (una o più parole)

es. “Morte amara”
una o più parole che collegano l’ultimo verso al primo della successiva.
Tra le altre raffinatezze formali vi è la rima equivoca

vv 34 – 35 “fera” la prima volta significa feroce, mentre la seconda volta significa colpisca.

E faria ciò ch’eo dico,
se non ch’a lo nemico
che m’ha tolta madonna plageria,
cioè la Morte fera,
che non guarda cui fera:
per lei podire aucire eo moriria”.

BIBLIOGRAFIA
1. A.E.Quaglio “Le origini e la Scuola siciliana”
A. E. Quaglio “I poeti siculo – toscani”
2. “Antologia della letteratura italiana” M.Pazzaglia, Zanichelli
3. “Il sistema letterario” Guglielmino/Grosser, Principato
4. Sapegno “Disegno storico della letteratura italiana” Firenze 1973
5. G. Contini “Varianti e altra linguistica”, Einaudi, Torino 1970.
6. G.Contini “Letteratura italiana delle origini”, Firenze 1970
7. U. Bosco, “Francesco Petrarca”, Laterza; Roma – Bari 1977
8. E. Bigi è tratta dalla voce Poliziano del Dizionario critico della letteratura italiana,
UTET, Torino 1986, p.384
9. “Prose e rime”, a c. di C. Dionisotti, UTET, Torino 1960.
10. ”La scrittura e l’interpretazione” di R. Luperini, P. Cataldi e L. Marchiani
11. “Antologia della letteratura italiana” Volume secondo, Mario Pazzaglia.
12. “L’attività letteraria in Italia. Storia della letteratura italiana” Giuseppe Petronio,
PALUMBO.

Scuola Poetica Siciliana


Studio di Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
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lunedì 8 maggio 2017

Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio: il Naos


ARCHITETTURA ARABO NORMANNA

La chiesa di
Santa Maria dell’Ammiraglio




o
La Martorana
Palermo


Naos

La chiesa originaria, il naos, aveva una pianta di forma quadrata delle dimensioni:

  • esterno 12,5 x 12,5 m;
  • interno 10,44 x 10,44 m.

L’interno del naos è suddiviso in nove campate. La forma è di tipo a croce inscritta in quadrato.
Lo spazio centrale quadrato è delimitato da quattro colonne che hanno la funzione di reggere la cupola centrale.
I quattro bracci della croce hanno la forma rettangolare.
Le quattro campate d’angolo sono a pianta quadrata.
Il naos era accentuato da tre absidi sul lato est.
L’abside centrale era più grande rispetto a quelle laterali.
L’abside centrale fu distrutta tra il 1683 e il 1686 e sostituita dal grande cappellone, durante le opere di trasformazione in impianto basilicale.
L’ingresso era nella facciata occidentale, distrutta durante le opere di trasformazione della chiesa in basilica che inglobarono anche il portico. La porta era costituita da due ampi battenti di legno, che oggi si trovano nella porta sud della “chiesa nuova”.
Alla chiesa si accedeva anche attraverso due ingressi laterali collocati nelle campate d’angolo nord-ovest e sud-ovest.
La parte orientale con le tre absidi è stata considerata come un riflesso della progettazione liturgica bizantina per via della caratteristica disposizione tripartita del “bema”.
Il bema è un elemento che comprende le campate.
La sua recinzione era costituita da lastre di marmo (alte 157 cm) decorate con intarsi a mosaico.
Le lastre erano allineate con la coppia orientale delle colonne che reggono la cupola.
La recinzione si estendeva dalla parete settentrionale a quella meridionale della chiesa, e il bema confinava col vano del naos coperto da cupola.
Il pavimento del bema era rialzato di 26 cm rispetto a quello del naos.
I pannelli geometrici del pavimento sono in relazione con le campate principali del naos:

  • un grande pannello sotto la cupola centrale;
  • pannelli rettangolari sotto i bracci della croce;
  • pannelli quadrati nelle campate d’angolo.

La struttura del naos

Il naos, in origine, mostrava un articolazione spaziale coerente con l’architettura bizantina.
Infatti, il sistema a nove campate è in stretta relazione con la disposizione a croce del sistema delle volte.

  • La campata centrale corrisponde alla cupola centrale che poggia su quattro colonne indipendenti.

Inoltre il sistema a nove campate, visibile nelle volte, non è sottolineato nella parte inferiore dell’edificio. Nessuna parte della struttura serve per l’articolazione spaziale a eccezione delle quattro colonne.

Le facce interne dei muri interni, sino al livello di imposta delle volte, sono trattate come superfici piane e continue.
La parte orientale della chiesa è la sola articolata spazialmente.
Vi sono infatti i tre absidi, mentre i muri aggettanti che le dividono sono messi in rilievo da due colonne incassate che si innalzano su piedistalli.
All’altezza che corrisponde il piano di imposta nella coppia orientale delle colonne principali è stata introdotta una modanatura; in questo modo i due archi che poggiano sulla coppia orientale delle colonne sembrano nascere sullo stesso livello.

Gli archi ogivali che inquadrano le absidi laterali sono i più slanciati di tutta la chiesa.
Sono rialzati al di sopra della coppia di colonnine che incrociano l’apertura delle due absidi.
Il sistema delle volte è costituito da:

  • uno spazio centrale coperto da cupola;
  • i bracci a croce sono coperti da volte a botte;
  • le campate d’angolo sono coperte da volte a crociera.

Le volte sono sostenute da ampi archi a sesto lievemente acuto e leggermente rialzati.

In accordo con la forma degli archi, le volte a botte sopra i bracci della croce sono anch’esse a sesto acuto, mentre le volte a crociera sono lievemente acute e hanno la forma di cupola.
A livello superiore sono nettamente sottolineate le divisioni tra le singole campate.

Esterno

Lungo i muri esterni dell’edificio gli archi strutturali vengono a poggiare su mensole che sporgono dalle superfici piane del muro.
Questo tipo di soluzione si discosta dall’uso bizantino del periodo.

La cupola mostra, invece, caratteristiche sia bizantina sia locali.

I quattro archi, che delimitano il quadrato centrale, sostengono pennacchi che delineano lo stesso quadrato sino all’altezza di 0,5 m al di sopra della sommità degli archi. Il quadrato è segnato da un marcapiano orizzontale aggettante e continuo. Al di sopra di questo livello ha inizio in maniera coerente con l’uso siciliano il passaggio dal quadrato all’ottagono.
Quattro trombe d’angolo formate da archetti tre volte rientrati si tendono attraverso gli angoli del quadrato. Tra le trombe vi sono quattro nicchie poco profonde con contorni uguali in dimensioni agli archetti esterni delle trombe. Ogni nicchia contiene una piccola finestra posta sugli assi principali dell’edificio.
Contrariamente all’uso siciliano la cupola vera e propria non inizia a questo punto.
Sulla base ottagonale, infatti, si alza un tamburo ottagonale traforato da altre quattro finestre poste secondo la diagonale. Solo a questo punto inizia la liscia curvatura della cupola, la quale raggiunge un’altezza totale di 15 m. in questo modo la cupola in fondo appare innalzata su due tamburi, in netto contrasto con l’architettura bizantina che usa normalmente un solo tamburo.
Il secondo tamburo costituisce una particolarità unica anche nel contesto siciliano.

Illuminazione

L’illuminazione della chiesa comporta una distribuzione razionale delle finestre.
Oltre alle otto finestre della cupola principale, sia le campate laterali sia gli absidi contenevano una finestra ogivale. I davanzali delle finestre erano di eguale livelli.
Le finestre laterali in corrispondenza delle campate d’angolo erano leggermente più piccole di quelle centrali corrispondenti ai bracci della croce.
In origine le finestre contenevano grate di stucco ornate sull’esterno con iscrizioni arabe incise e con fasce a decorazione geometrica.
Le volte della chiesa erano costruite secondo l’uso dell’architettura siciliana del tempo con piccoli blocchi di pietra.

Le facciate

La forma esterna della chiesa è un blocco cubico.

Le dimensioni 12,5 x 12,5 m alla base con un’altezza di 10,54 m.
La cupola si alza sopra due tamburi e raggiunge l’altezza di 15,5 m.

L’altezza delle tre absidi era uniforme così esse erano coronate dallo stesso parapetto continuo recante un’iscrizione greca che circondava l’edificio.
Le facciate settentrionale, meridionale e occidentale erano articolate mediante nicchie poco profonde con incassi concentrici che inquadravano la finestra ogivale.
Ogni facciata era contrassegnata da tre di queste nicchie, di altezza e larghezza diverse:

  • la nicchia centrale misurava 1,45 m x 7,5 m
    (leggermente più larga e più alta di quelle laterali).
Tutte e tre erano sormontate da archi acuti e incorniciate da una modanatura e da tre incassi concentrici.
Le nicchie sorgono dalla bassa copertura del muro di fondazione.

La Cupola

La cupola presenta una forma insolita che rispecchia la complessa sovrapposizione dei due tamburi interni.
Al di sopra della base quadrata si innalza la forma ottagonale che corrisponde al tamburo superiore.
La parete del tamburo ottagonale continua al di sopra della modanatura a cavello che ha funzione di marcapiano.
La forma ottagonale del tamburo è delineata al limite superiore da un fregio recante l’iscrizione greca che sormonta in alto il corpo dell’edificio.
Il fregio ha una funzione di parapetto e alle sue spalle inizia la curvatura scoperta del guscio della cupola.
Il carattere di questa cupola rappresenta gli usi locali nella costruzione di cupole che hanno determinato le caratteristiche tipicamente siciliane.

Architettura Arabo Normanna


Link:



Filippo Puglia 


Filippo Puglia
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domenica 7 maggio 2017

Marco Corrao a Nazionale 24 Show

NAZIONALE 24 SHOW

MARCO CORRAO


Nazionale 24 Show  
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La Fucina del Sud 
OndaTv (Canale 85 digitale terrestre)
Venerdì ore 21 
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