sabato 20 maggio 2017

Settima edizione Internazional Cinematographers Days: i numeri

TERRE DI CINEMA



Presenta
INTERNATIONAL CINEMATOGRAPHERS DAYS
Settima edizione
Catania
20 maggio – 5 giugno 2017
I NUMERI




30 i giovani cineasti che partecipano all’edizione 2017
13 i vincitori delle borse di studio
10 i paesi di provenienza
  • Italia | Norvegia | Gran Bretagna | Grecia | Spagna | Portogallo | Belgio | Israele | Cina | India | Stati Uniti
1 la residenza che li ospita
  • Palazzo Sammacca, centro storico cittadino
10 i cortometraggi che gireranno
7 le location previste per le riprese
  • Catania | Boschi dell’Etna | Crateri dell’Etna | Santa Venerina | Pineta di Tarderia | Zafferana Etnea | Acireale
4 le attrezzature complete di ripresa
25 i minuti di pellicola 35mm messi a disposizione di ciascun partecipante
15 i giorni totali del CineCampus
2 i partner accademici d’eccellenza
  • Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia | AIC Associazione Autori Fotografia Cinematografica
9 le Scuole internazionali di Cinema coinvolte
  • London Film School Gran Bretagna | Narafi-Luca School of Arts Belgio | HFF Hochschule fur Film und Fernsehen “Konrad Wolf” Germania | St. Petersburgh State University of Film TV Russia | Tel Aviv University Film & TV Department Israele | ISMAC Institut Superieure des Metiers de l’Audiovisuel et du Cinema Marocco | Escuela de Cinema de Uruguay Uruguay | Screen Academy Scotland Scozia | Film and TV School of Academy of Performing Arts Repubblica Ceca |
9 le Masterclass e gli Incontri Internazionali
  • Luciano Tovoli | Ed Lachman | Chris Ritcher | Caterina D’Amico | Ira Tiffen | Carey Duffy | Toni D’Angelo | Alaa Eddin Aljem | Toni Costa | Ashima Chibber | Varun Shetty |
3 le sedi
  • Monastero dei Benedettini Università di Catania | Palazzo della Cultura | Studi Cinematografici Siciliani
5 I giorni della Rassegna Cinematografica 1- 5 giugno
1 Il cinema ospite, Cinema King in via De Curtis
20 I film e i cortometraggi che saranno proiettati con tre proiezioni al giorno
3 i premi previsti, TDC Short Award | New Cinematographers Award | Sicilia in Luce
4 le retrospettive dedicate ai grandi Maestri italiani della Fotografia Cinematografica quest’anno e nelle varie edizioni
  • Carlo Di Palma 2017 | Luciano Tovoli 2012 | Tonino e Franco Delli Colli 2013 | Gianni Di Venanzo 2014
5 I Premi e Nomination Oscar presenti quest’anno e nelle varie edizioni
  • Ed Lachman 2017 | Ira Tiffen 2017 | Garrett Brown 2014 | Matyas Ederly 2016 | Christian Berger 2016
12 i componenti del gruppo di lavoro TDC International Working Group, direttori della fotografia e cineasti, età media 34 anni,
  • Vincenzo Condorelli AIC | Cecilia Grasso | Anna-Sophie Brandsetter | Mimmo Rizzo | Kemal Akthar | Nancy Beso | Juan Pablo Rozo | Matteo Raimondi | Sara Sabik | Adrian Roibu | Osama Abou El Khair | Krum Rodriguez |
TDC International Cinematographers Days l‘innovativa manifestazione, la prima in Italia, dedicata all’immagine cinematografica e ai direttori della fotografia, basata in Sicilia, realizzata da giovani cineasti in rete internazionale, oggi è anche 21 film in anteprima nazionale | 700 spettatori paganti alla serata conclusiva 2016 | oltre 7.000 followers sulle pagine Facebook e Istagram | 22.000 visitatori unici sul sito ufficiale www.terredicinema..com | oltre 66.000 visualizzazioni delle pagine.
TDC International Cinematographers Days
Partner accademici
Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia | AIC Associazione Italiana Autori
della Fotografia Cinematografica
Sostegno
SIAE Sillumina. Copia privata per i giovani, per la cultura (Extended CineCampus TDC) | Ufficio Speciale per il Cinema e l'Audiovisivo / Sicilia Film Commission
Collaborazioni
Scuole Internazionali di Cinema | Istituto Luce Cinecittà | Factory Film Produzioni Indipendenti | Università di Catania | Murgo srl
Patrocini
Assessorato al Turismo Sport Spettacolo della Regione Siciliana | AGPCI Associazione Giovani Produttori Indipendenti | SNGCI Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani | Nastri D’Argento
Partner 2017
KODAK Motion Picture Film| Cooke Optics | K 5600 Lighting | ADCOM | Cinema King | Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia 


fb : Terre di Cinema
istagram : istagram.com/terredicinema


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venerdì 19 maggio 2017

Roma e il metodo costruttivo dei romani


LE PROPORZIONI IN ARCHITETTURA





L’Architettura Romana

Introduzione

Abbiamo iniziato questo viaggio di ricerca per comprendere e conoscere i metodi della progettazione architettonica degli architetti del passato; i quali hanno mostrato grande sensibilità nel comprendere i luoghi e hanno dato un grosso contributo allo sviluppo dell’architettura mettendo il loro sapere al servizio della collettività del tempo e dei popoli futuri.

Noi, oggi, attraverso questo viaggio di ricerca ci interroghiamo sull’attuale crisi dell’architettura: una crisi sia teorica sia progettuale, andando ad analizzare i principi progettuali e costruttivi sia di quei popoli che hanno lasciato il segno del loro passaggio con opere che caratterizzano il loro modo di vivere e di abitare, sia i geni dell’architettura che hanno fatto propri gli insegnamenti della storia evolvendo il proprio sapere con quelle intuizioni, frutto di studi e ricerche appassionate, per un ulteriore contributo con l’obiettivo della ricerca del bello e del funzionale.

Un percorso iniziato con la conoscenza dei principi e dei metodi costruttivi degli antichi greci, i quali basavano i loro studi progettuali sull’adozione di un modulo per proporzionare le loro strutture architettoniche.
I greci che utilizzarono il sistema trilitico architravato adottando gli ordini architettonici per modulare e regolare i loro manufatti. Un sistema, quello trilitico, che però comportava non poche difficoltà se eseguito alla lettera; infatti, eseguendo il sistema architravato seguendo le regole imposte dallo stesso si otterrebbe come risultato una struttura rigida, così gli architetti nella pratica costruttiva adottarono delle deformazioni architettoniche utili per la correzione prospettica in modo da far apparire perfetta la costruzione.

Uno studio che ha come obiettivo quello di conoscere e imparare cos’è l’architettura, iniziando dalla storia per comprendere la crisi del sapere architettonico moderno che ha creato il caos nella progettazione e nel costruire del terzo millennio.

Un cammino che ci porterà a interrogarsi sull’attuale crisi cercando di analizzare le cause per trovare delle possibili soluzioni ma tutto questo passa attraverso la conoscenza della storia dell’architettura andando a vedere quali sono i principi costruttivi per adattarli a un nuovo modo di costruire e intendere l’architettura.
Un’analisi che toccherà anche il sapere di altre discipline limitrofe all’architettura come la matematica e la geometria, scienze molto care ai greci pur rammentando una celebre frase di Mies Van der Rohe:

E che cos’è in fin dei conti la bellezza? Certamente nulla che possa essere calcolato o misurato.
È invece sempre qualcosa di imponderabile, qualcosa che si trova fra le cose”.

In questa tappa del nostro percorso andremo a conoscere il modo di costruire dei romani, i quali basavano i loro studi sul sistema archivoltato utilizzando come canone il rapporto tra le forme geometriche e gli elementi strutturali.

L’Architettura Romana


Come già detto i romani adottarono il sistema costruttivo archivoltato e introdussero due nuovi ordini architettonici:

  • ordine composito;
  • ordine tuscanico.


ORDINE COMPOSITO

L’ordine Composito fonde insieme le caratteristiche dello ionico e di quello corinzio.
La colonna ha la base ed è scanalata con spigoli tagliati;
l’altezza è di 18 – 22 moduli.
Il fregio è continuo.
Il capitello è formato dalla sovrapposizione di una doppia fila di foglie di acanto e da una grande voluta.
Il Composito viene anche chiamato trionfale, perché utilizzato negli archi di trionfo e anche per la sua decorazione particolarmente ricca.

ORDINE TUSCANICO

L’ordine Tuscanico è di origine Etrusca.
La caratteristica di quest’ordine è data dalla colonna liscia e priva di rigonfiature.
La base presenta due elementi circolari convessi.
Il capitello è simile a quello dorico con un echino più ampio e più basso.

ARCO

L’arco è un altro elemento utilizzato dai romani ed è una struttura architettonica curvilinea sostenuta da due piedritti, sui quali scarica il peso della struttura sovrastante.

L’arco può essere impostato su:

  • colonne;
  • tronco di trabeazione;
  • pilastri con paraste o semicolonne;
  • ricavato in un muro.

A seconda della curvatura (chiamata sesto) l’arco viene individuato secondo una nomenclatura tipologica:

  • arco a tutto sesto;
  • arco a sesto acuto.

L’arco a tutto sesto è adottato sia nell’architettura romana sia in quella rinascimentale.
L’arco a sesto acuto è invece una caratteristica dell’architettura gotica.

L’arco a tutto sesto presenta:

  • curvatura semicircolare con il diametro pari alla metà del raggio.

L’arco a sesto acuto presenta:

  • un doppio centro (forma ogivale)
è caratterizzato dalla variabilità del rapporto tra larghezza e altezza.

Questa tipologia strutturale permette che su due pilastri possono essere impostati più archi acuti aventi altezze diverse.

LA VOLTA



La volta è una copertura, avente una superficie ricurva, di un ambiente.
La volta, a seconda della forma adottata, si suddivide in:






  • a bacino:
        • costituita da una cupola ribassata che poggia su pennacchi;
  • a botte:
        • costituita da una struttura semicilindrica che poggia su due muri paralleli;
  • a catino:
        • a forma di quarto di sfera;
  • a cupola:
        • definita dalla rotazione di una curva intorno a un asse verticale;
  • a vela:
        • a calotta emisferica impostata su un vano poligonale;
  • volte composte:

    • a crociera:
      • derivante da intersezione di due volte a botte;
    • a padiglione o a spicchi:
      • impostata su un ambiente poligonale.

I romani, a differenza dei greci, non si limitarono alla semplice interpretazione del carattere naturale, ma avevano l’umano desiderio di conquista dell’Universo; Infatti, introdussero un ordine dominante in tutte le loro opere: lo spazio.
Lo spazio era il mezzo d’espressione architettonica fondamentale per la valorizzazione sia degli interni sia dell’integrazione dell’edificio nell’ambiente urbano.
Pur avendo ereditato gli ordini greci, i romani conservano il loro obiettivo orientato verso un nuovo concetto di sistema, nel quale ogni singola parte è condizionata dall’immagine generale del complesso architettonico.

Il Pantheon è un grande esempio della concezione dello spazio inteso come elemento fondamentale della progettazione e della vivibilità sia interna sia esterna.

PANTHEON


Volendo descrivere, in linea generale, il Pantheon possiamo dire che questo meraviglioso esempio di architettura romana è costituito da:



  • Pronao;
  • Tamburo;
  • Trabeazione;
  • Lesene;
  • Cupola emisferica.

Il Pronao è collegato alla rotonda mediante un elemento intermedio a forma di parallelepipedo a muratura piena.

Il Tamburo o cilindro è scavato all’interno da nicchie inquadrate da pilastri, i quali sono schermati da colonne di ordine corinzio con fusto scanalato.
I fusti delle colonne sono in pavonazzetto o giallo antico.

La Trabeazione anulare è sporgente in corrispondenza delle colonne accanto all’abside.

La cupola emisferica a cassettoni è rinfiancata con l’aggiunta di materiali.

Simbolo cosmico: significato aritmetico e geometrico.

Nell’architettura romana il muro è inteso come incontro di forze sia interne sia esterne, inoltre il trattamento formale del muro tende a nascondere la costruzione, nonostante la presenza di elementi come l’arco.

È un sistema continuo di volte, archi, muri e pilastri alla cui vista non traspare quasi alcun elemento orizzontale.

Gli elementi classici utilizzati formano una complessa struttura dinamica in cui tutte le parti interagiscono fra loro.

Inoltre i romani amavano sovrapporre gli ordini in modo da indicare i vari livelli del manufatto architettonico.
Un sistema ben visibile nel Colosseo, nel quale possiamo vedere:
  • piano terra:
    • primo ordine, semicolonne tuscaniche;
  • piano primo:
    • secondo ordine, semicolonne ioniche;
  • piano secondo:
    • terzo ordine, semicolonne corinzie;
  • piano terzo:
    • attico.

Abbiamo così visto il modo di concepire l’architettura dai romani con alcuni esempi di come utilizzavano gli ordini architettonici, ma soprattutto l’obiettivo principe della conquista del cosmo con l’introduzione nell’architettura dell’elemento fondamentale, lo spazio.

Nel prossimo capitolo andremo continueremo l’analisi del più grande storico dell’architettura, Vitruvio con la sua teoria sulle proporzioni.

Le imaggini sono scaricate da internet. 

Studio sulle proporzioni in architettura


Bibliografia:

Leon Battista Alberti, De re Aedificatoria
Vitruvio, De Architectura
Vignola, Delli cinque ordini dell' architettura
Palladio, I quattro libri dell'architettura

Link:



Studio di Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.




 


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giovedì 18 maggio 2017

Melo Mafali a Nazionale 24 Show

NAZIONALE 24 SHOW
MELO MAFALI



Nazionale 24 Show  
Un prodotto di 
La Fucina del Sud 
OndaTv (Canale 85 digitale terrestre)
Venerdì ore 21 
 o in cliccando sul seguente link:

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E' arrivata la grande produzione cinematografica che aspettavamo, si parte con il più grande e ambizioso dei progetti, un film thriller che andrà nelle sale cinematografiche, una bella storia. A giorni scopriremo la trama. La Fucina del Sud seleziona oltre 1000 persone per comparse e ruoli più o meno impegnativi. Si gira fra Sicilia e Verona. Musiche originali di Joe Amoruso e Melo Mafali.
 
 
clicca sul seguente link:
 
 
 
Per info puoi contattare 
Associazione Fucina del Sud: via Nazionale 24, 98040 Torregrotta (ME) 
Tel: +39 090 9912473 - Fax: +39 090 9912473

mercoledì 17 maggio 2017

Casting attori e comparse

SCAPPA NON FERMARTi

Una produzione
La Fucina del Sud 


Grande produzione cinematografica 
per un film thriller.
La Fucina del Sud 
seleziona
 oltre 1000 persone per comparse e ruoli più o meno impegnativi.
La location è tra la Sicilia e Verona
Musiche originali di Joe Amoruso e Melo Mafali

clicca sul seguente link:

compila il form e partecipa ai casting che si terranno negli studi della 

Fucina del Sud

 nei giorni di

 Sabato 10 Giugno 2017
e
 Sabato 8 Luglio 2017


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arredamento d'interni, elementi d'arredo, web design.

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Catania: Settima edizione International Cinematographers Days


INTERNATIONAL CINEMATOGRAPHERS DAYS

Ed Lachman sul set


Catania

20 Maggio – 5 Giugno 2017

Settima edizione

Luciano Tovoli
Nella splendida città di Catania si terrà la settima edizione dell’International Cinematographers Days, un appuntamento dedicato alla fotografia cinematografica e ai suoi autori.
Una manifestazione alla quale prenderanno parte cineasti e studenti di cinema provenienti da tutto il mondo che grazie a questo grandioso evento, possono scambiarsi informazioni tecnico-creative coadiuvati da un team di professionisti del settore.
Inoltre alla fine di questo percorso formativo tutti i partecipanti potranno realizzare un cortometraggio nelle location dell’affascinante territorio di Catania e dell’Etna.
Una grande composizione tra cinema e promozione del territorio, questa è la vocazione naturale di Terre di Cinema, che anche quest’anno ha previsto un ricco calendario di appuntamenti per tutti gli amanti della settima arte.

Per maggiori informazioni
Troverete il comunicato stampa integrale su Telepatti




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Fuga dall'Etna di Renato Guttuso

RENATO GUTTUSO

Fuga dall’Etna




1938-39
datato dall’artista nel 1940

Galleria Nazionale d’Arte Moderna,
Roma

Anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia”
(Renato Guttuso, citato in Giovanna Jackson, Nel Labirinto di Sciacca, Edizioni La Vita Felice, Milano 2004, p. 202)


Introduzione

Nei precedenti capitoli abbiamo conosciuto alcune delle più importanti opere del grande maestro bagarese, dalla Vucciria, simbolo della città di Palermo, fino alla Crocifissione, oggetto di critica e polemica sia da parte della chiesa sia da parte del partito fascista. Abbiamo anche visto la Zolfara e il modo di dipingere di Guttuso che in ogni sua opera inserisce e racconta la Sicilia.

In questa tappa analizzeremo l’opera d’esordio del maestro siciliano, “Fuga dall’Etna”; un’analisi fatta soprattutto con delle importanti citazioni di scrittori e critici dell’arte. Citazioni importanti per comprendere la visione dell’opera da parte di intellettuali e con il confronto da loro fatto su altre discipline umanistiche come la letteratura.

È importante riportare queste citazioni, poiché vogliamo comprendere il modo di raccontare gli episodi pittorici di Guttuso in relazione con altre opere e con la letteratura di Giovanni Verga.

Infine proveremo a fare, più che un’analisi dell’opera, un racconto emozionale della stessa. Infatti è importante più che l’analisi dell’opera il racconto delle emozioni che essa può trasmettere allo spettatore.

Citazioni

La storia della pittura di Guttuso comincia da quella “Fuga dall’Etna” durante un’eruzione che Natale Tedesco ha chiamato la “Guernica siciliana”, però siciliana è anche la Guernica di Picasso; e forse Picasso ha studiato lo schema compositivo del “Trionfo della morte” di Palermo più di quanto Guttuso abbia dipinto la fuga sotto l’impressione della Guernica che Cesare Brandi gli aveva allora mandato in cartolina”.
(Cesare Brandi, Scritti sull’arte contemporanea, Einaudi, Torino 1976, pp. 401-404)

[Parlando di opere di esordio come “Fuga dall’Etna”, accostate in chiave narrativa e poetica, a Verga]

La poetica è per entrambi quella di “semplificare le umane passioni”, ma quella di Verga prende avvio da un ritorno, quella di Guttuso da una fuga.
La differenza non è trascurabile. Si potrebbe dire, con una battuta, che c’è di mezzo tutta la scala zoologica: dall’ostrica all’uomo in rivolta. E tuttavia l’ostrica di Verga, l’uomo attaccato allo scoglio della miseria e degli affetti, soffre come e quanto l’uomo in fuga, l’uomo in rivolta di Guttuso.
Il sistema della sofferenza, il sistema della passione”.

(Leonardo Sciascia, la semplificazione delle passioni, in Catalogo della Mostra antologica dell’opera di Renato Guttuso, Palermo, Palazzo dei Normanni, 1971)

Tutta la scienza nella vita sta nel semplificare le umane passioni”.
È di Verga; e si trova in Eros, un romanzo in cui c’è poco di tale scienza. Ma aveva già scritto Verga la novella Nedda.
Ed è un caso ma come la storia del Verga grande comincia da quella fattoria del pino alle falde dell’Etna, la storia della pittura di Guttuso comincia da quella fuga dall’Etna durante un’eruzione che Natale Tedesco ha chiamato “la Guernica siciliana”.

Un caso: ma Savinio ci ha appreso che bisogna far caso al caso nella vita di uno scrittore, di un artista – che c’è del metodo nella follia del caso, come in quella d’Amleto.
E un tale metodo ci porta alla fiamma - troppo vicina forse - da cui sorge, con la dolente figura di Nedda, la poetica di Giovanni Verga; alla fiamma da cui erompe, con la fuga di una popolazione – eterna e atroce fuga dalla natura, dalla storia, da se stessa – la poetica di Renato Guttuso.
La poetica è per entrambi quella di “semplificare le umane passioni”; ma quella di Verga prende avvio da un ritorno, quella di Guttuso da una fuga.

Sciascia:
Corpi di donne dai fianchi enormi, maschere deformi, occhi sgranati, un cavallo imbizzarrito più simile alla carogna di Baudelaire che al cavallo del Chisciotte.
Il suo occhio si sofferma poi sulla popolazione martirizzata e in fuga, di cui il pennello di Guttuso aveva saputo cogliere il lamento”.

Analisi

In chiave laica:
nel dipinto “Fuga dall’Etna”, Guttuso riesce a innalzare ad apocalisse perfino un evento geologico come l’eruzione vulcanica e se in alcuni tratti il tono assume valenze grottesche, in altri sembra dominato da un sentimento di sconfitta.
Osservando “Fuga da Sodoma” della Raphaël e “Fuga dall’Etna” di Guttuso si ha la sensazione che Roma sia una città di morti convocati in un clamore di funebre fiera”.
È stato più volte scritto che il cosiddetto “realismo sociale” di Renato Guttuso affiori e si affermi per la prima volta a partire dalla fine degli anni ‘30 e gli inizi degli anni ‘40, soprattutto con opere come:
  • La Fucilazione;
  • Fuga dall’Etna;
  • Crocifissione.

Un realismo sociale che accompagnerà, in molti modi ed in diverse declinazioni, tutta la longeva e prolifica produzione artistica del grande maestro, ma che appare a chi scrive avere a che vedere più con una scelta di contenuti che non di forma.
È un realismo che trae la sua fonte di ispirazione concettuale primaria dalle influenze ambientali esterne all’attento e sensibile sguardo di Guttuso, dalle diverse epoche storiche da lui attraversate e dai momenti salienti che queste stesse epoche hanno finito per l’artista con lo stigmatizzare ed immortalare, sottolineandone da parte di chi ritraeva, la loro importanza storica, politica e morale.

Emozioni

Osservando il dipinto “Fuga dall’Etna”, come primo impatto possiamo notare il caos, la confusione dettata dalla fuga, poiché i personaggi presi dal panico scappano in tutte le direzioni, non pensando ad altro se non alla propria vita. La nudità delle due donne e la sedia rovesciata indicano proprio questo.
I volti dei personaggi sono preoccupati e allo stesso tempo terrorizzati dall’evento catastrofico del vulcano e in questo contesto anche gli animali recepiscono il timore della propria sopravvivenza e cercano disperati la via di fuga, contribuendo al caos generale.
Se da una parte vediamo l’uomo che cerca di tranquillizzare il suo fedele animale e dall’altro lato della scena la donna che abbraccia, quasi rassegnata, il proprio bambino, in attimi di profondo affetto; al centro della scena vediamo, invece, l’indifferenza, dettata in questo caso dallo spirito di sopravvivenza che porta l’uomo a fregarsene del suo prossimo per portare in salvo se stesso. Una scena ancora più tragica, quella che viene presentata dall’artista, in quanto l’uomo che giace a terra e che cerca disperatamente di portarsi in salvo viene calpestato dalla foga e dalla paura degli altri, che pur di salvare se stessi mostrano il proprio egoismo verso l’uomo che in quel momento ha più bisogno di aiuto.
Una scena tragica, in tutto il contesto, che viene messa in risalto dal grande effetto cromatico.

Studio su Renato Guttuso
Link:
 
Filippo Puglia


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