sabato 27 maggio 2017

San Giorgio: Screening diabetica

ASSOCIAZIONE DIABETICI NEBROIDEA AFF. "FAND"

E

PROLOCO SAN GIORGIO

ORGANIZANO

LA GIORNATA DELLA PREVENZIONE


DOMENICA 28 MAGGIO 2017

dalle ore 16.30 alle ore 21.00

Piazza Tonnara 

San Giorgio di Gioiosa Marea - Me

Pro Loco San Giorgio 
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venerdì 26 maggio 2017

La teoria vitruviana

LE PROPORZIONI IN ARCHITETTURA


Vitruvio

Teoria vitruviana delle proporzioni

Introduzione

Nel capitolo precedente abbiamo visto i principi fondamentali della scienza del costruire secondo Vitruvio, ossia:

  • firmitas;
  • utilitas;
  • venustas.

Ricordiamo quindi che:

  • la firmitas si occupa dello studio della sicurezza, della stabilità e della resistenza del manufatto architettonico e quindi rappresenta la tecnica costruttiva;

  • l’utilitas si occupa della funzionalità dell’opera;

  • la venustas si occupa della bellezza.

Nella tappa precedente abbiamo visto anche il rapporto uomo-architettura, il metodo di analisi dei monumenti adottato da Vitruvio con la “procedura delle partizioni successive” e quindi anche il ruolo della matematica nei concetti di bellezza architettonica e delle regole del costruire.

In questa seconda tappa dedicata al maestro romano ci dedichiamo alla sua teoria delle proporzioni analizzando anche uno dei primi templi greci.

Teoria vitruviana delle proporzioni

La teoria delle proporzioni è lo strumento operativo che traduce col linguaggio della geometria le misure e i rapporti; essa è una teoria indipendente dalla grandezza effettiva del modulo.
La massima espressione della teoria modulare è il tempio.
La composizione del tempio è basata sulla simmetria, che è il fondamento teorico e sulla proporzione.
Nessun tempio può avere un equilibrio compositivo se in esso non vengono rispettate sia la proporzione sia la simmetria e l'architetto è tenuto a osservarle scrupolosamente.
E dato che le costruzioni greche sono basate sul rapporto uomo-architettura, considerando la perfetta armonia delle proporzioni del corpo umano, così deve essere anche nell’architettura templare.

Se si è dunque d’accordo sul fatto che il sistema numerico è ricavato in base alle membra del corpo e che tra ognuna di esse singolarmente presa e l’insieme della figura umana esiste una costante corrispondenza simmetrica, ne consegue che dobbiamo ammirare quegli architetti che anche nella progettazione dei templi degli dei immortali disposero i vari elementi dell’opera in modo tale da ottenere nel rispetto delle proporzioni e della simmetria una adeguata disposizione delle parti e dell’insieme”.
(Vitruvio, De Architectura, Libro III, cap I, 9).

Tempio di Apollo

...non sapendo bene come rispettare le proporzioni adottarono una soluzione che consentisse a un
tempo sia di reggere il carico, sia di presentare un effetto gradevole ed elegante. Misurata l’orma di un piede che nell’uomo corrisponde a un sesto dell’altezza, applicarono questa proporzione alle colonne e stabilirono che la loro altezza, compreso il capitello, fosse sei volte il diametro alla base.
E così fin dall’inizio nel tempio dorico la colonna rappresentò la proporzione, la solidità e l’eleganza dl corpo virile”.
(Vitruvio, De Architectura, Libro IV, cap I, 6).

La teoria delle proporzioni si basa sulle certezze che regolano la similitudine tra gli oggetti del mondo della geometria.
Per poterla applicare occorre ipotizzare:

  • materiale perfetto e inalterabile;
  • corpi rigidi, indeformabili, insensibili alle azioni esterne.

In pratica la teoria delle proporzioni corrisponde alla statica del corpo rigido.

Tuttavia la teoria delle proporzioni presenta dei limiti e anche lo stesso Vitruvio evidenzia nel suo trattato di esserne consapevole.

I limiti di questa teoria riguardano principalmente:

  1. inaffidabilità del modello in scala:

“infatti non tutti i progetti si possono realizzare secondo gli stessi principi: ve ne sono alcuni su grande scala che hanno la stessa efficacia di quelli su piccola scala; altri che addirittura senza modello vengono realizzati solo al vero. Alcuni poi, realizzabili su piccola scala, appena vengono aumentate le dimensioni si rilevano inefficaci”.
(Vitruvio, De Architectura, Libro X, cap XVI, 5).

  1. problema della resistenza della trave principale del tempio:
se la trave ha una lunghezza superiore a due moduli e mezzo si può spezzare.
Non spiega il perché, tuttavia mette in guardia.


Conclusioni



Concludendo questa tappa sullo studio della teoria delle proporzioni di Vitruvio, possiamo così sintetizzare:



  • origine:
quando l’uomo inizia a costruire, l’uomo costruisce imitando la natura
(modello: corpo umano).

  • Vitruvio: è il primo a codificarla
      • la teoria delle proporzioni è la base per realizzare la qualità dell’opera architettonica per soddisfare:

          • ordinatio;
          • dispositio;
          • eurythmia;
          • simmetria;
          • decor;
          • distributio.

Il fondamento della teoria è il concetto di modulo e di simmetria.

  • La firmitas (stabilità e resistenza) è legata alla solidità delle fondazioni e alla scelta dei materiali e si realizza con accorgimenti tecnologici dettati dall’esperienza.

Nella prossima tappa del nostro viaggio introdurremo la matematica nello studio delle proporzioni architettoniche, prima di parlare dei trattatisti rinascimentali.


Studio sulle proporzioni in architettura

Bibliografia:
Leon Battista Alberti, De re Aedificatoria
Vitruvio, De Architectura
Vignola, Delli cinque ordini dell' architettura
Palladio, I quattro libri dell'architettura
Link:





Studio di Filippo Puglia








Filippo Puglia

Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.












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Il Lato B di Francesca Deodato

IL LATO B.
Il volto nascosto delle cose
 di

Francesca Deodato


Francesca Deodato,

presenterà 

in Contrada Santa Margherita, (Gioiosa Marea), 
il proprio libro dall'originale titolo:

 "Lato B. Il volto nascosto delle cose". 
 
"Il Lato B", è la parte nascosta di ognuno di noi. Quello che difficilmente si mostra, le emozioni cui non è facile dare voce, l'emotività più difficile da esprimere, ma anche il lato positivo che può emergere da qualsiasi situazione si stia vivendo. Il libro approccia anche la questione del "rapporto con il proprio corpo", il quale, deve essere il nostro primo amico da conoscere e rispettare.
 
L'Autrice 
Francesca Deodato

incontrerà, 

Sabato 27 Maggio, alle ore 19,

 i propri lettori nella cornice del complesso agrituristico di Santa Margherita.




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mercoledì 24 maggio 2017

Le metafore della poesia siciliana

SCUOLA POETICA SICILIANA




Metafore e immagini

Introduzione

Il nostro viaggio verso la conoscenza della scuola poetica siciliana continua con lo studio delle metafore e delle immagini utilizzate nelle poesie. Un importante passaggio per comprendere meglio il pensiero e il modo di comporre dei poeti siciliani.

Metafore e Immagini

L’aspetto più importante della poesia siciliana è il suo convenzionalismo:

  • temi e metodi di espressione;
  • situazioni psicologiche rappresentate;
  • vocaboli e immagini che ricalcano i modelli provenzali.

L’arte dei siciliani è legata agli ideali di vita e di costume di una società aristocratica cortese.
Ciò che conta, nella vita e nell’arte, non è ostentare la propria originalità, ma mostrarsi degni di appartenere alla corte, alla sua società elegante e raffinata.

L’”Amor cortese” è il tema della poesia siciliana con il suo galateo ben definito.



La donna viene rappresentata con caratteri tipici e astratti:

  • bella;
  • lontana e inaccessibile;
  • dotata di saggezza e “intendimento”, cioè leggiadria;
  • finezza di educazione e di costume.

Viene paragonata a una rosa profumata o a una stella luminosa.

L’amante è il suo servo:

  • intrattiene con la donna un rapporto di dedizione cavalleresca, di vassallaggio;
  • tiene chiuso gelosamente in sé il suo amore come un sentimento prezioso che affina il suo animo, come sublime e incomparabile gioia.

Da questo tema dominante derivano:

  • svolgimenti obbligati:

    • lamenti per la morte della donna;
    • canzoni di lontananza e struggente nostalgia d’amore;
    • invocazioni a lei, perché sia al fine pietosa;
    • contrasti dialogati in cui amante chiede amore e madonna rifiuta, salvo poi giungere a un accordo.

Un repertorio limitato e fisso con variazioni impercettibili insufficienti a restituire il senso pieno dell’individualità del poeta.

Quello siciliano è come un coro, un elegante gioco cortigiano, che mai ci presenta il dramma di un’anima o le voci profonde della realtà ben complessa di quegli anni di lotte e trasformazioni radicali, cioè la passione politica e i grandi problemi morali e religiosi.

Gioiosamente canto” di Guido delle Colonne:
è una canzone che sintetizza i temi tipici della tradizione cortese.
In questa canzone il poeta esprime il sentimento amoroso con un repertorio di immagini e riferimenti di raffinato intellettualismo.
Gioiosamente canto è una canzone formata da cinque stanze, in ogni stanza vi è una fronte:
  • di due piedi uguali di settenari;
e una sirma di quattro endecasillabi.

Vv 3 – 4 … per la vostr’amanza, madonna, gran gioi sento.

Qui il poeta esprime la gioia che prova per la donna amata.

Facciamo qualche altro esempio riportando alcuni versi.

V 6 … or aggio riposanza
v 11 und’eo m’allegro di grande ardimento
vv 14 – 15 – 16 la vostra fresca cera,
lucente più che spera
e la bocca aulitosa…
v 49 la vostra gran bieltate
v 57 così mi tiene Amore – corgaudente
v 60 così v’adoro come servo e ‘nchino.

BIBLIOGRAFIA


1. A.E.Quaglio “Le origini e la Scuola siciliana”

A. E. Quaglio “I poeti siculo – toscani”

2. “Antologia della letteratura italiana” M.Pazzaglia, Zanichelli

3. “Il sistema letterario” Guglielmino/Grosser, Principato

4. Sapegno “Disegno storico della letteratura italiana” Firenze 1973

5. G. Contini “Varianti e altra linguistica”, Einaudi, Torino 1970.

6. G.Contini “Letteratura italiana delle origini”, Firenze 1970

7. U. Bosco, “Francesco Petrarca”, Laterza; Roma – Bari 1977

8. E. Bigi è tratta dalla voce Poliziano del Dizionario critico della letteratura italiana,

UTET, Torino 1986, p.384

9. “Prose e rime”, a c. di C. Dionisotti, UTET, Torino 1960.

10. ”La scrittura e l’interpretazione” di R. Luperini, P. Cataldi e L. Marchiani

11. “Antologia della letteratura italiana” Volume secondo, Mario Pazzaglia.

12. “L’attività letteraria in Italia. Storia della letteratura italiana” Giuseppe Petronio,

PALUMBO.
Scuola Poetica Siciliana

Link:

Studio di Filippo Puglia

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Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
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lunedì 22 maggio 2017

Palermo: Chiesa di San Cataldo

ARCHITETTURA ARABO NORMANNA

Chiesa di San Cataldo



Palermo

Introduzione

Il nostro viaggio verso la conoscenza dell’architettura Arabo Normanna della Sicilia continua con la chiesa di San Cataldo, un’opera di grande pregio architettonico e spettacolare nella sua nudità interna, essendo rimasta priva di decorazione.

Cenni storici

La chiesa di San Cataldo è situata in piazza Bellini, in una posizione sopraelevata rispetto al piano della piazza, accanto alla chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, meglio conosciuta come La Martorana.
La chiesa venne costruita tra il 1154 e il 1160 dall'Ammiraglio del Regno di Guglielmo I Maione da Bari, il quale costruì la chiesa come cappella privata del suo palazzo, quindi inglobata al suo interno.
Nel 1160 Maione venne assassinato e il figlio Guglielmo vendette le sue proprietà, compresa la cappella nella quale era stata sepolta la sorellina, a Silvestro.
L'edificio venne poi affidato, nel 1182, ai benedettini di Monreale che lo custodirono fino al 1787.
Nei secoli la chiesa subì notevoli trasformazioni e nel 1882 grazie alle opere di restauro di Giuseppe Patricolo, la chiesa viene restituita alla sua struttura architettonica originaria.

Trasformazioni

Secondo gli storici la chiesa probabilmente mantenne la sua struttura originaria fino alla fine del XVII secolo, momento in cui l'Arcivescovo di Monreale Giovanni Roano decise di promuovere le opere di abbellimento dell'edificio (1679).
Queste opere trovano testimonianza in una iscrizione posta sopra la porta d'ingresso.
Nel XIX secolo fu, invece, realizzata la nuova sede della regia Posta che inglobò al suo interno la chiesa di San Cataldo; e nel 1867 la direzione della Posta decise anche l'utilizzo della cappella per svolgere al suo interno alcune funzioni e soprattutto quella di ufficio di distribuzione della corrispondenza.

Nel 1882 Giuseppe Patricolo iniziò il suo lavoro di restauro; un progetto che prevedeva il ripristino stilistico dell'opera.
I lavori di restauro, secondo la direzione del Patricolo, terminarono nel 1885 quando furono risolti i problemi di rivestimento delle cupole.
Le opere di restauro del Patricolo probabilmente portarono la chiesa ad avere una configurazione totalmente nuova; infatti l'edificio fu liberato, in ogni sua parte, dalle costruzioni annesse.
A questo proposito, possiamo ricordare che la cappella originariamente era inglobata nel palazzo del Maione da Bari.
Nel XX secolo vi furono ulteriori trasformazioni operate sia all'interno della chiesa sia all'esterno.
Infatti, nel 1937, i cavalieri del Santo Sepolcro, che nel frattempo acquisirono la chiesa, restaurarono l'edificio secondo il proprio culto.
Le opere effettuate riguardarono:

  • la collocazione negli alveoli di spigolo delle absidi di colonnine marmoree, che presentano nel capitello il simbolo crociato dei cavalieri;
  • la chiusura con infissi a transenna delle finestre.

Un secondo intervento riguarda, invece, la demolizione dell'edificio seicentesco, già danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Grazie a questa demolizione è stato ricavato uno slargo che ha permesso di portare alla luce dei frammenti delle antiche mura urbane di età punica.

La pavimentazione, invece, pur essendo stata integrata da restauri, conserva la sua conformazione originaria composta da tarsie marmoree e lastre di porfido e serpentino.

Architettura

Esterno

All'esterno l'edificio si presenta come un volume compatto a forma di parallelepipedo, sormontato da un tamburo allungato e aperto da finestre, il quale sorregge tre cupole a sesto molto rialzato.
Le finestre della struttura architettonica sono racchiuse all’interno di archi ciechi a doppio rincasso e poco sporgenti.
Lo stesso schema viene proposto anche nella facciata principale dove si apre il portale costiruito da un semplice arco ogivale.
Nel prospetto posteriore si legge un leggero movimento dato dalla breve sporgenza dell’abside centrale.

Le cupole sono composte da calotte lisce, emisferiche e molto rialzate dando un’immagine solenne.
Il colore rosso è in perfetto contrasto cromatico con la monocromia severa delle pareti.

Interno

L’interno della chiesa presenta un impianto basilicale a tre navate divise da sei colonne.

La navata centrale è scandita dalla sequenza ritmica delle tre cupole e termina con un abside, visibile anche all’esterno, inoltre è costituita da tre campate a pianta quadrata.

Le navate laterali sono coperte con volte a botte ogivale e terminano con absidi che non sono visibili all’esterno poiché sono ricavati nello spessore del muro.

Le cupole poggiano su pennacchi gradonati di chiara origine orientale.
I capitelli delle colonne sono di diversa tipologia poiché sono stati reimpiegati e provengono da edifici più antichi.

L’altare è quello originale ed è costituito da:

  • una lastra di marmo decorato a sottile incisione;
  • un Agnus Dei circondato dai simboli degli evangelisti.

Anche in questa piccola chiesa si nota la caratteristica fusione della centralità dell’edificio, fornita dalla presenza delle cupole, con l’impianto basilicale, dato dalla presenza delle tre navate divise dalle colonne e dalla presenza dei tre absidi.

Conclusioni

La chiesa fa parte del percorso Arabo Normano dell’Unesco.
La chiesa di San Cataldo è affidata all'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - luogotenenza Italia Sicilia / sezione di Palermo ed è aperta al pubblico dall'Associazione Amici dei Musei Siciliani.

Architettura Arabo Normanna


Link:








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