sabato 24 giugno 2017

Leon Battista Alberti: Palazzo Ruccellai


LE PROPORZIONI IN ARCHITETTURA





Leon Battista Alberti


Introduzione

Dopo aver conosciuto il pensiero e l’idea progettuale di Leon Battista Alberti, il quale ha ripreso e fatto conoscere al mondo il trattato di Vitruvio “De Architectura”; con il quale, il grande trattatista romano, spiega nel dettaglio l’architettura classica. Alberti va comunque oltre alla semplice conoscenza dell’antico trattato, pur prendendolo come riferimento, infatti, egli scrive il suo trattato “De Re Aedificatoria”, con il quale spiega i principi progettuali dell’Architettura nel rinascimento e le sue opere ne sono un esempio pratico di quanto egli ha teorizzato nel suo scritto.
L’Alberti diviene così la figura più influente nella storia dell’Architettura rinascimentale, tanto che senza il suo trattato il corso della storia non sarebbe stato lo stesso. Infatti, non ci sarebbero stati né Palladio, né i trattati sugli ordini architettonici, né una teoria architettonica e probabilmente neanche un movimento moderno.

In questa tappa del nostro viaggio andremo a conoscere una delle opere più importanti dell’Alberti, il palazzo Ruccellai.

Leon Battista Alberti

Architetto chiamerò colui che con metodo sicuro e perfetto sappia progettare razionalmente e realizzare praticamente, attraverso lo spostamento dei pesi e mediante la riunione e la congiunzione dei corpi, opere che nel modo migliore si adattino al più importante dei bisogni dell’uomo”.

Leon Battista Alberti


Cos’è, quindi, l’Architettura?

L’Architettura è un fare specifico in funzione dell’abitare.
La parola “fare” appartiene al dominio dell’azione;
nell’azione concorrono attività di ordine:

  • pratico;
  • teoretico.

L’Architettura è quindi cultura; in quanto in essa interagiscono:

  • teoria (agire);
  • prassi (fare).

L’Architettura è la forma data ai modi dell’esistenza in funzione dell’abitare.



La forma è caratterizzata da:

  • appartenenza alla storia;
  • l’essere riconosciuta fenomenologicamente;
  • prodotta e produttrice di percezione sensibile.

La bellezza consiste nell’integrazione razionale di tutte le parti di un edificio in modo che ciascuna di esse abbia dimensioni e forma assolutamente definite, e nulla possa essere aggiunto e rimosso senza distruggere l’armonia dell’insieme.


Palazzo Ruccellai

La costruzione del palazzo Ruccellai ebbe inizio nel 1446 e fu terminato nel 1451.
Lo schema base del palazzo è differente rispetto alla maggior parte dei palazzi fiorentini; infatti il palazzo è costituito da un corpo unico suddiviso in tre piani conclusi da un’altana.

L’altana è una costruzione a loggia posta sul tetto e non visibile rispetto alla strada poiché la stessa risulta essere arretrata rispetto alla facciata.

La facciata è un’opera di grande ingegno, infatti Alberti ha risolto in modo superbo il problema di realizzare un paramento lapideo nel poco spazio disponibile tra la facciata vecchia e la strada. Egli realizza un’opera di grande pregio architettonico adottando un sistema ritmico tra il monumentale aggetto del sedile e del cornicione con le superfici lapidee incise e le sottili variazioni dei piani.

In questo esempio di architettura vi è il primo tentativo di applicazione degli ordini classici alla facciata di un palazzo.
Un tentativo ben riuscito con la dimostrazione di come può essere efficace questa soluzione di applicare gli ordini a una abitazione civile.

La facciata è divisa in moduli verticali dalle lesene di ordine diverso:

  • piano terra: ordine tuscanico;
  • piano primo: ordine corinzio (molto decorato);
  • piano secondo: ordine corinzio semplice.

L’Alberti applica il sistema di sovrapposizione degli ordini, già in uso in epoca imperiale romana; un sistema ben visibile nel Colosseo.

La suddivisione orizzontale della facciata è costituita da:

  • fasce marcapiano decorate;
  • cornice.

La cornice, imponente e con un fortissimo aggetto, poggia su mensole classiche inserite nel fregio.

Infine, l’ampia grondaia modanata chiude il volume dell’edificio restituendo un’immagine geometricamente perfetta.

Le lesene inquadrano porzioni di muro bugnato a conci levigati tratti dall’architettura romana classica.

L’Alberti considera, infatti, l’architettura romana come norma per l’architettura moderna.

Le sue citazioni degli elementi classici sono magistralmente combinate con la rigorosa razionalità geometrica del rinascimento e anche con le architetture della quinta urbana in un insieme armonico.
L’equilibrio e l’armonia delle proporzioni della facciata dell’edificio sono date sia dal ritmo degli elementi sia dal trattamento del muro con chiaroscuri delicati dati dalle decorazioni delle superfici a bugnato combinati con la zona d’ombra della cornice superiore.

La parte più innovativa della facciata è rappresentata dai portali a piattabanda, dalle finestre quadrate e dalla panca di via con spalliera e fregio reticolato “opus reticolatum”; chiaro riferimento all’architettura romana.

La teoria delle proporzioni dell’Alberti è riconducibile ai semplici rapporti:

  • 1:2;
  • n + ½ di n.
Una teoria che pone le basi di una concezione di bellezza architettonica che è definita dalla “concinnitas” (armonia).

L’Alberti sostituisce la triade vitruviana:

firmitas, utilitas, venustas;

con la sua nuova triade:

  • numerus:
    • dove il numero è definito come radice geometrica;
  • finitio:
    • la definizione come certezza della forma;
  • collocatio:
    • la collocazione come convenienza, concordanza tra le diverse parti.

Una triade che serve a rendere un insieme globale dell’organismo architettonico identico all’organismo animale.
Espressione dell’unità razionale del cosmo regolato dalle leggi universali dell’armonia.

Il contributo dell’Alberti alla definizione di spazio nel rinascimento, il quale è basato sulla prospettiva e sulle proporzioni, è più sistematico e aggressivo, in quanto egli assimila e sistematizza l’invenzione prospettica del Brunelleschi, trasformando le premesse sperimentali in teoria sistematica.
Infatti, lo spazio pittorico come quello architettonico è coerente e costante, isotropo e dominabile da un sistema di coordinate numeriche.
La rappresentazione dello spazio è possibile in base al sistema geometrico prospettico con un solo punto di vista al centro della piramide.
Secondo l’Alberti tutto è riconducibile a un numero, e il numero determina il rapporto ottimale tra le grandezze. Facendo riferimento alla musica i numeri si identificano con gli stessi che determinano le armonie musicali.

Conclusioni

Spero che questo capitolo del nostro viaggio sia di grande aiuto nella comprensione dell’architettura e delle sue proporzioni.
Con questo viaggio, il ci poniamo l’obiettivo di conoscere l’architettura e i suoi grandi interpreti, in modo da poter avere un’informazione generale delle opere architettoniche del passato per poi cercare delle soluzioni per le progettazioni future, uno studio che speriamo possa essere condiviso con i professionisti di oggi. Questo viaggio, insomma, non vuole essere una lezione di architettura bensì un contributo alla conoscenza.



Studio sulle proporzioni in architettura
Bibliografia:
Leon Battista Alberti, De re Aedificatoria
Vitruvio, De Architectura
Vignola, Delli cinque ordini dell' architettura
Palladio, I quattro libri dell'architettura
Link:







Studio di Filippo Puglia



Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.











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In marcia con ANNA RITA SIDOTI: SangiorGiocando... una marcia in più

SangiorGiocando... una marcia in più

2017

Seconda Edizione

dal 19 al 23 luglio


San Giorgio di Gioiosa Marea - Me
in marcia con
Anna Rita  Sidoti

Al via la seconda edizione di SangiorGiocando... una marcia in più, la manifestazione dedicata alla campionessa mondiale Anna Rita Sidoti, che ha come protagonisti assoluti i bambini.
Un segno che le organizzatrici vogliono imprimere nella memoria di tutti con il ricordo del simbolo di San Giorgio e delle mamme Anna Rita Sidoti, e poi evidenziando il simbolo della vita i bambini.
Dopo il grande successo dello scorso anno, nella seconda edizione sono previste molte notività, infatti oltre al calcio sono state inserite altre discipline come il basket e il volley, non dimenticando le altre attività di bambini non tesserati con società sportive.
In questa seconda edizione non mancheranno altre sorprese, insomma un evento da non perdere.

Allego le altre locandine per ulteriori informazione e per permettervi di iscrivere i vostri bambini.

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venerdì 23 giugno 2017

I Colori di Shiva in piazza Tonnara

INCONTRO CON GLI AUTORI
 
Alberto Samonà

I COLORI DI SHIVA
 
 
L'Agorà culturale
di
PIAZZA TONNARA
 
con
 
Gisella Camelia
Elena Grasso
Grazia Capone 

 
 
"I Colori di Shiva" è un libro curato dal giornalista Alberto Samonà e scritto da ben undici autori.
 Il libro è l'esperimento riuscito, e l'esito finale, di un laboratorio di scrittura e meditazione curato dallo stesso Alberto Samonà in due diversi e suggestivi luoghi: la città di Palermo, e Villa Piccolo di Capo D'Orlando.
 
  La presentazione, organizzata dall'associazione Evolution3 di Elena Grasso e Grazia Capone, dalla Pro Loco San Giorgio e dal Comune di Gioiosa Marea.
 
 Tra i relatori, oltre ad Alberto Samonà, interverranno alcuni autori del libro: Gisella Camelia, Grazia Capone ed Elena Grasso che, insieme ad Alberto Samonà, condurrà la presentazione.
 
 Nel corso dell'evento, avremo modo di degustare gli oli extravergine d'eccellenza del "Frantoio L'Oro di Sant'Andrea", con Daniela Mileti.
 
Inoltre, a detta degli organizzatori, sono previste altre sorprese.
 
 
 DOMENICA 25 GIUGNO 2017

Piazza Tonnara 
 
San Giorgio di Gioiosa Marea - Me

ore 18.30
 
 
 
Team 





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Guajira Guantanamera di Marcos Vinicius

MARCOS VINICIUS

Guajira Guantanamera 

for Guitar Orchestra 

Il maestro della musica classica ci delizia ancora con i suoi componimenti, qui possiamo ammirare anche un magnifico video che corona l'opera.

 

Potete ammirare il maestro Marcos Vinicius

cliccando sul seguente link:

Marcos Vinicius 


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.










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martedì 20 giugno 2017

"Misura, provedenza e meritanza" di Federico II di Svevia

Misura, provedenza e meritanza



Misura, provedenza e meritanza
fa esser l'uomo savio e conoscente,
e ogni nobiltà buon senn'avanza
e ciascuna riccheza fa prudente.

Né di riccheze aver grande abundanza
faria l'omo ch'è vile esser valente,
ma della ordinata costumanza
discende gentileza fra la gente.

Omo ch'è posto in alto signoragio
e in riccheze abunda, tosto scende,
credendo fermo stare in signoria.

Unde non salti troppo omo ch'è sagio,
per grandi alteze che ventura prende,
ma tuttora mantegna cortesia.


Federico II di Svevia


Testi poetici della scuola siciliana, raccolti e trascritti da Paolo Pettinari, Edizioni Mediateca, Campi Bisenzio, 2005


Scuola Poetica Siciliana
BIBLIOGRAFIA


1. A.E.Quaglio “Le origini e la Scuola siciliana”


A. E. Quaglio “I poeti siculo – toscani”


2. “Antologia della letteratura italiana” M.Pazzaglia, Zanichelli


3. “Il sistema letterario” Guglielmino/Grosser, Principato


4. Sapegno “Disegno storico della letteratura italiana” Firenze 1973


5. G. Contini “Varianti e altra linguistica”, Einaudi, Torino 1970.


6. G.Contini “Letteratura italiana delle origini”, Firenze 1970


7. U. Bosco, “Francesco Petrarca”, Laterza; Roma – Bari 1977


8. E. Bigi è tratta dalla voce Poliziano del Dizionario critico della letteratura italiana,


UTET, Torino 1986, p.384


9. “Prose e rime”, a c. di C. Dionisotti, UTET, Torino 1960.


10. ”La scrittura e l’interpretazione” di R. Luperini, P. Cataldi e L. Marchiani


11. “Antologia della letteratura italiana” Volume secondo, Mario Pazzaglia.


12. “L’attività letteraria in Italia. Storia della letteratura italiana” Giuseppe Petronio,

PALUMBO.
Scuola Poetica Siciliana

Link:
Studio di Filippo Puglia




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lunedì 19 giugno 2017

Cattedrale di Palermo: L'esterno


Cattedrale Metropolitana
SANTA VERGINE MARIA ASSUNTA


PALERMO

Introduzione

Cenni storici

Il primo tempio fu costruito nella stessa area nella quale oggi sorge la Cattedrale.
Anticamente questo luogo veniva utilizzato per i sacrifici dei primi martiri palermitani. Questo tempio costruito intorno al IV secolo fu successivamente distrutto dai Vandali e per questo motivo oggi non abbiamo alcuna traccia di questa costruzione.
Successivamente e precisamente nel 604 è stato edificato un secondo tempio che fu consacrato e dedicato alla Vergine Maria Assunta. Di questo secondo tempio oggi possiamo ammirare la cripta.

La cripta è costituita da una pianta basilicale di forma quadrata.

Con l'avvento dei saraceni e quindi con la dominazione araba (831 – 1072) la basilica viene trasformata in Moschea e denominata “Gami”.

Con la conquista della Sicilia da parte dei Normanni la chiesa viene restituita all'antico culto cristiano. Con l'avvento dei Normanni della casata degli Altavilla, nell'intera isola siciliana, vengono costruite delle spettacolari Cattedrali per celebrare la conquista della Sicilia.
Durante il periodo di dominazione Normanna con il regno di Guglielmo II detto il buono fu ricostruita la Cattedrale di Palermo, voluta dal reggente arcivescovo Gualtiero Offamilio; il quale si oppose alla volontà del Re Guglielmo II che aveva deciso di costruire la nuova Cattedrale a Monreale.
In questo contesto nacque una disputa assai singolare tra il giovane Re e l’ex reggente del regno, l'arcivescovo Gualtiero; infatti, Guglielmo II divenne Re quando ancora era minorenne e fu chiamato come reggente l'Arcivescovo Gualtiero Offamilio. Quando il Re divenne maggiorenne e prese possesso del suo regno, l'arcivescovo, che nel frattempo riuscì ad ottenere ricchezze e potere, cercò di ostacolare il giovane Re. Da questa disputa si arrivò a una singolare guerra che vedeva vincitore il Re Guglielmo II. Una guerra combattuta con la costruzione di monumenti architettonici: il Re si dedicò alla costruzione del Duomo di Monreale curando in particolar modo l'interno della chiesa con la decorazione a mosaico, facendo prevalere l'indirizzo spirituale; mentre l'arcivescovo Gualtiero si dedicò alla costruzione della nuova Cattedrale, dopo aver distrutto quella vecchia, che ormai si trovava in cattivo stato di conservazione. L'arcivescovo curò nel particolare l'esterno della Cattedrale poiché secondo il suo pensiero era l'esterno che doveva attirare la meraviglia dello spettatore, indirizzando così la costruzione dal punto di vista del potere temporale.
La costruzione della nuova Cattedrale fu completata nel 1185 e fu consacrata alla Vergine Maria.
Il progetto della Cattedrale era talmente maestoso che ci vollero anni per completarla, divenendo così espressione di molteplici stili.
Tra gli interventi che furono eseguiti sul complesso architettonico, quello più importante fu eseguito verso la fine del settecento, in occasione del consolidamento strutturale voluto dall’arcivescovo Serafino Filangieri; il quale nel 1767 commissionò a Ferdinando Fuga un restauro conservativo dell’edificio.
I lavori di restauro della Cattedrale ebbero però inizio solo nel 1781 e furono eseguiti da Giuseppe Venanzio Marvuglia; egli non si limitò a eseguire i lavori di restauro secondo il progetto del Fuga, ma il suo intervento cambiò l’aspetto originario dell’edificio dotando la chiesa della cupola disegnata dal Fuga; una cupola caratteristica ma che, in base ai lavori eseguiti dal Marvuglia, risultò discordante rispetto alla struttura. Inoltre, durante questi lavori di restauro, venne distrutta la tribuna costruita da Antonello Gagini.
Architettura
Esterno
Facciata principale
Il prospetto principale della Cattedrale si affaccia sulla via Matteo Bonello.
La facciata si presenta molto articolata, anche dal punto di vista spaziale, per la presenza di due archi a sesto acuto, di ispirazione islamica, che raccordano la chiesa con l’adiacente Palazzo Arcivescovile. Nella facciata sono presenti due torrioni che la delimitano lateralmente e si fronteggiano con le torri campanarie neogotiche presenti nel torrione medievale dell’Arcivescovado.
La recinzione di Vincenzo Gagini del 1575 è stata sostituita con una cancellata e una balaustra a colonnine; sui pilastri che delimitano i varchi sono collocate le statue di San Giuseppe, San Pietro, San Paolo e San Francesco di Paola, tutte opere di Giovan Battista Ragusa, realizzate tra il 1724 e il 1725.
La facciata presenta un portale strombato, in posizione centrale, in stile gotico, realizzato nel 1353; lo stesso è sormontato da un’edicola che ospita un bassorilievo con raffigurata “Maria col bambino”. Inoltre è arricchito con una bifora all’interno di una cornice mistilinea, posta in alto in prossimità della navata centrale.
I due portali laterali sono sormontati da targhe in marmo e da monofore strombate cieche, regolate da più ordini di colonnine e ghiere prospettiche.
Facciata Settentrionale
Il prospetto settentrionale si affaccia sulla via dell’Incoronazione.
Questa via prende il nome dal passaggio anticamente riservato agli imperatori, i quali lo utilizzavano per raggiungere il tempio in occasione delle cerimonie solenni.
Questa facciata ospita l’edificio dell’antica cappella dalla quale si affaccia la “Loggia dell’Incoronazione”.
La Cappella e il Pronao erano collegati alla Cattedrale normanna tramite un portico.
Su questa facciata è presente il portico realizzato (1563 – 1567) da Vincenzo e Fazio Gagini. L’ingresso monumentale è regolato da quattro gruppi di colonne in conci di pietra. Le colonne servono a reggere un’ architrave complesso e spezzato dalla modanatura articolata. Le coppie centrali delimitano l’ingresso, mentre i vani laterali, simmetrici, ciechi e rientrati, ospitano coppie di colonne con capitelli corinzi.
Il portale è costituito da colonne in marmo con timpano a forma di arco spezzato. Al centro è presente una stele sovrastata da un timpano e dall’aquila reale.
Facciata Orientale
La facciata orientale si affaccia sulla piazza dei Sette Angeli.
Questa facciata è delimitata dalle torri angolari che racchiudono il vano corrispondente al presbiterio. Dalle pareti esterne sono visibili i catini absidali laterali aperti risalenti all’antico tempio gualteriano. Questi catini sono incastonati fra le torri di raccordo dalle quali ha inizio il volume cilindrico dell’abside centrale.
In questa facciata è possibile ammirare il caratteristico esempio decorativo a tarsia lavica con figure geometriche e floreali; una decorazione formata da pietra lavica alloggiata in conci di tufo.
Il secondo ordine è formato dall’intreccio di doppi rilievi d’archi a tutto sesto.
Il terzo ordine è formato da due grandi archi.
Il quarto ordine è formato da dieci monofore alte e cieche con più ordini di rilievi che racchiudono finestre, piccole monofore e oculi ciechi.
Le estremità sono ornate dalle caratteristiche merlature orientali.
Infine, la balaustra ospita le statue di San Mamiliano di Giovanni Travaglia, Sant’Eustorgio e San Proculo di Antonio Anello, San Golbudeo di Giovanni Travaglia tutte realizzate nel 1673.
Facciata Meridionale
La facciata meridionale si affaccia sul corso Vittorio Emanuele, anticamente chiamato Cassaro, termine che deriva dall’arabo e indica la fortificazione.
Questo prospetto presenta un portico a forma di capanna, il quale ospita l’accesso alla Cattedrale. L’ingresso è costituito da tre arcate ogivali alle quali corrispondono tre volte a crociera all’interno della Chiesa. Le arcate sono sorrette da capitelli fioriti e sostenuti da colonne provenienti dalla Moschea; una chiara testimonianza deriva dall’iscrizione scolpita sulla prima colonna di sinistra tratta dal Corano.
Decorazioni
Per quanto riguarda le decorazioni del portico iniziamo con il portale d’ingresso, realizzato nel 1426 da Antonino Gambara in occasione dell’incoronazione di Alfonso il Magnanimo; i battenti in legno dl portale, realizzati nel 1432 da Francesco Castellamare, mentre il portale occupa lo spazio anteriore tra la seconda cupoletta decorata con maioliche e la sesta cupoletta, le quali corrispondono alle campate interne della navata di destra.
Sia l’arco centrale sia i due laterali presentano una decorazione tortile. La trave di sostegno del timpano è decorata da un arabesco, il quale presenta nelle intercapedini, la raffigurazione di Sante Vergini, Profeti, Apostoli, Dottori della Chiesa ed Evangelisti. Queste raffigurazioni sono alternate dagli stemmi del Regno di Sicilia, del Senato Palermitano e della Cattedrale, posti in corrispondenza dei vertici degli archi ogivali. Il Timpano è caratterizzato, invece, dalla figura di “Dio Padre” posizionato al centro della scena dell’Annunciazione.
Il portico è delimitato da piloni; ogni pilone è diviso in tre ordini decorati con monofore cieche e strombate.
Il secondo ordine della facciata corrisponde con le pareti della navata centrale; questo secondo ordine risale al periodo normanno, è costituito da una sequenza di monofore alternate, aperte e cieche, e dalle cupolette che servono a illuminare la navata laterale.
Il transetto si interseca con il lungo perimetro della navata centrale è sovrastato dal tamburo e dalla particolare cupola di Ferdinando Fuga.
Il “planum Ecclesiae” è recintato da una balaustra di marmo che ospita anche le statue di santi, collocate sui pilastri. Al centro della piazza è stata collocata la Statua di Santa Rosalia, realizzata da Vincenzo Vitaliano nel 1774. Questa statua ha preso il posto della “Fontana dei tre vecchioni”.

Architettura Arabo Normanna

Studio di Filippo Puglia
Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
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