giovedì 13 luglio 2017

PROFILI prossimamente su Telepatti




Presenta

PROFILI


PROSSIMAMENTE

Un programma ideato e condotto dai 

MoKa e Filippo Puglia.
con

 Carmelo Truglio , Daniele Sottile (Mister Mollica), Filippo Puglia


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Telepatti  (canale Youtube)
Mister Mollica (Canale Youtube)
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mercoledì 12 luglio 2017

I temi della Scuola Poetica Siciliana

SCUOLA POETICA SICILIANA




Temi, luogo e tempo

Introduzione

Dopo una parentesi dedicata alla poesia siciliana, riprendiamo il nostro cammino all’interno della Scuola Poetica Siciliana.
In questo capitolo andremo a vedere in particolare i temi, i luoghi e il tempo dei componimenti siciliani.

Temi

I poeti siciliani, riuniti sotto la corte normanna si distaccano dalle ragioni della vita politica e sociale, tralasciando anche i temi encomiastici e di satira; temi molto frequenti in altre poesie di corte; poiché loro intendono la letteratura come una evasione dalla realtà quotidiana per dedicarsi all’amore.
La scelta del tema amoroso nella poesia siciliana si può comprendere solo considerando l’ambiente sociale e politico in cui nasce.
Infatti, mentre nel nord Italia vi sono degli evidenti contrasti tra le corti guelfe e ghibelline, tra Comune e fazioni nemiche all’interno dello stesso, e nelle città l’intellettuale, considerando la ricca vita sociale, è portato a parteciparne attivamente; in Sicilia, invece, considerando il forte potere monarchico, non esistono contrasti e dinamiche che possono invogliare il poeta a comporre testi sulla vita civile e politica.
Nelle composizioni poetiche siciliane si riscontrano dei modelli tematici di influenza francese e provenzale, che dimostrano non solo la conoscenza, da parte dei poeti siciliani, della produzione artistica in lingua d’oc e in lingua d’oïl, ma anche il dato, ancor più importante, dell’utilizzo di queste produzioni come fonte d’ispirazione per un modello proprio del loro comporre.
Della cultura lirica provenzale, i poeti siciliani, selezionano in modo deciso i temi trattati soffermandosi e facendo propri i temi dell’amore cortese.
Infatti, tra i temi predominanti della Scuola Siciliana troviamo:

  • La servitù d’amore
      un amore che dà sofferenza e dolore, ma anche gioia e felicità; poiché il poeta ha un solo scopo nella sua vita: quello di servire la donna da lui amata e ammirata.


Chi vole amar, dev’essere ubidente.
Ubidente son stato tuttavia,
ed ò servuto adesso co leanza
ala sovrana di conoscimento,
quella che lo meo core distringia
ed ora in gioia d’amore m’invanza.

  • La speranza

Vasto amor è che mi tene in disiro
e domani speranza con gran gioi,
ch’eo non curo s’io doglio od ho martirio
membrando l’ora ched io vegna a voi

  • La lontananza
      Iacopo da lentini scrive due canzoni che raccontano il tormento della distanza tra l’amante e l’amata:
    • Troppo son dimorato;
    • S’io doglio no è maraviglia.

  • La partenza
      questo è un tema in stretta relazione con la lontananza.
      Un tema trattato da Rinaldo d’Aquino nella canzone Già mai non mi conforto.
      In questo caso le parole di disperazione per la partenza dell’amato sono pronunciate da una donna.
  • La Bellezza
      il tema della bellezza nei componimenti siciliani è di ispirazione verso la donna amata. Già nei componimenti siciliani si riscontra la donna ideale, bella sia fisicamente sia spiritualmente; un motivo che sarà sviluppato dalla poetica del Dolce Stil Nuovo.
      Un motivo utilizza anche dall’imperatore Federico II, che si avvicina ai motivi di Rinaldo d’Aquino, nella canzone:
    • Poi ch’a voi piace, amore
  • I Malparlanti
      un motivo che racconta gli ostacoli verso un amore vero e sincero.
  • La paura di perdere la donna.
  • Il rimpianto di un amore ormai perduto.
  • La paura di manifestare il proprio amore.
  • L’incapacità di manifestare l’amore.

Motivi predominanti

Fin qui abbiamo visto tutti i temi parziali utilizzati nelle poesie siciliane, vediamo ora il motivo primario.
Il tema primario è comunque l’amore; l’amore in cui l’amante usa la poesia per dimostrare e dichiarare il proprio sentimento nei confronti di una donna spesso irraggiungibile.
L’amore per la donna irraggiungibile è motivo di dolore, sofferenza e patimento, da una parte, mentre dall’altra c’è la speranza dell’amore corrisposto.
Guido delle Colonne racconta il suo pensiero, secondo il quale non esiste amore senza sofferenza e che bisogna star male per poter raggiungere la felicità.
Ma a volte capita che il poeta si sente morire dall’intenso dolore provocato dall’amore non corrisposto, un dolore che lo porta a non voler continuare la sua ormai triste vita.
Nei componimenti siciliani, il poeta si dichiara rivolgendosi alla donna esaltandone la bellezza e la dolcezza. Egli non esalta solo le qualità fisiche della donna, ma si dedica soprattutto all’esaltazione dei valori, dei pregi e delle virtù della donna, che sono:

  • purezza;
  • gentilezza;
  • conoscenza.

I siciliani esprimono i loro sentimenti ispirandosi alla tradizione provenzale; cantano il fuoco come espressione dell’amore, come forza interiore inarrestabile, come incendio che non potrà mai essere spento.
Il fuoco può anche rappresentare il dolore provocato dall’amore.
Un altro motivo è rappresentato dal cuore; infatti il cuore può rappresentare la persona in se stessa o anche la sua interiorità. Dal cuore nascono i sentimenti e le sofferenze.
Un ultimo motivo è rappresentato dagli occhi che rispecchiano i sentimenti.

Luogo e tempo

Il luogo e il tempo sono categorie fondamentali per la comprensione della propria esistenza e del mondo che ci circonda.
Sono due categorie fondamentali per la comprensione di un’opera d’arte.
Può sembrare che nella lirica, considerando l’assenza della storia, sia il luogo sia il tempo non trovano un ruolo ben definito; tuttavia questo pensiero non risulta vero poiché l’autore se ne può servire per evidenziare il sentimento.
Nei componimenti siciliani pur mancando i riferimenti concreti sia ai luoghi sia al tempo vi sono degli autori che ne provano la presenza.
Per quanto riguarda il tempo vi sono avverbi e aggettivi con i quali il poeta esprime la durata sia del sentimento amoroso sia della sofferenza.
Avverbi e aggettivi che esprimono la durata e la frequenza, ma anche l’intensità delle emozioni:

  • lungo;
  • lungiamente;
  • spesso;
  • sovente.

Per quanto riguarda il luogo la problematica risulta più complessa poiché vi sono autori che lo indicano concretamente, mentre vi sono autori che ne fanno a meno. I luoghi possono essere manifestati da nomi propri, come possiamo notare nella canzone “Amor mi fa sovente” di re Enzo

Salutami Toscana,
quella ched è sovrana,
in cui regna tutta cortesia;
e vanne in Puglia piana,
la magna Capitana,
là dov’è lo mio core nott’e dia.

O anche appellativi, come possiamo notare ancora con Rinaldo d’Aquino:

Le navi son giunte al porto
e (or) voglio collare.
Vassene lo più gente
in terra d’oltramare
ed io, lassa dolente,
come degio dare?

Vi sono inoltre indicazioni di luoghi astratti o immaginari come il cuore, luogo nel quale nascono i sentimenti.
Nel caso in cui vi è la totale assenza delle due categorie sta al fatto che i poeti siciliani non vogliono raccontare i fatti concreti e che riguardano la vita reale, poiché amano dilettarsi alla lirica, cantando i sentimenti profondi dell’amore; loro non sono legati a nessun posto e non sono legati o ostacolati dal tempo.
Questi sono i motivi per i quali le poesie siciliane sono considerate fuori dal tempo, nel senso che possono rappresentare sia il tempo in cui sono state composte sia i nostri giorni.


Scuola Poetica Siciliana
BIBLIOGRAFIA



1. A.E.Quaglio “Le origini e la Scuola siciliana”


A. E. Quaglio “I poeti siculo – toscani”


2. “Antologia della letteratura italiana” M.Pazzaglia, Zanichelli


3. “Il sistema letterario” Guglielmino/Grosser, Principato


4. Sapegno “Disegno storico della letteratura italiana” Firenze 1973


5. G. Contini “Varianti e altra linguistica”, Einaudi, Torino 1970.


6. G.Contini “Letteratura italiana delle origini”, Firenze 1970


7. U. Bosco, “Francesco Petrarca”, Laterza; Roma – Bari 1977


8. E. Bigi è tratta dalla voce Poliziano del Dizionario critico della letteratura italiana,


UTET, Torino 1986, p.384


9. “Prose e rime”, a c. di C. Dionisotti, UTET, Torino 1960.


10. ”La scrittura e l’interpretazione” di R. Luperini, P. Cataldi e L. Marchiani


11. “Antologia della letteratura italiana” Volume secondo, Mario Pazzaglia.


12. “L’attività letteraria in Italia. Storia della letteratura italiana” Giuseppe Petronio,


Scuola Poetica Siciliana

Link:
Studio di Filippo Puglia

Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.








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Il Camping Tirreno é situato nella zona di Capo Calavà, sulla costa Tirrenica con una splendida visione delle Isole Eolie.
Si trova a pochissimi metri da un mare limpido e pulito dove i fondali sono una vera attrazione per i sub. Dall’interno del camping è possibile accedere direttamente a una delle più belle spiagge di sabbia e ghiaia, della Costa Saracena.

Il campeggio é aperto da giugno a settembre ed offre posto per tende, camper e roulotte. Sono presenti punti luce, servizi igienici, docce calde gratis all'interno dei servizi, market, edicola e camper service.

Il camping é dotato di ombreggiatura naturale ed artificiale; il terreno é composto da terra battuta e ghiaia.
Dalla zona di Calavà é possibile effettuare in giornata escursioni a Tindari, ai Laghetti di Marinello, a Palermo, Cefalù, Agrigento e alla Valle dei Templi. Inoltre è possibile raggiungere il vulcano dell’Etna e la spettacolare città di Taormina, il Parco dei Nebrodi, e i comuni della Costa Saracena. Le Isole Eolie sono facilmente raggiungibili essendo Capo Calavà il punto più vicino dalla Sicilia.

Offriamo la possibilità di affittare campi da tennis o calcetto; in spiaggia é possibile noleggiare pedalò e canoe

Si accettano raduni di camperisti (previa prenotazione)
 
Tel.: 0941301828 
mail.: info@campingtirreno.com

martedì 11 luglio 2017

Per sofrenza si vince gran vettoria di Jacopo da Lentini

 SCUOLA POETICA SICILIANA

Jacopo da Lentini



 
Per sofrenza si vince gran vettoria
 

Per sofrenza si vince gran vettoria,
ond'omo ven spess'ora in dignitate,
sì con si trova ne l'antica istoria
di Iobo, ch'ebbe tanta aversitate,

chi fu sofrent'e no perdeo memoria
per grave pene ch'a lui fosser date,
onde li fu data corona in groria,
davanti la divina maiestate.

Però conforto grande di zo prendo:
ancor la mia ventura vada torta,
no me dispero certo malamente,

ché la ventura sempre va correndo,
e tostamente ricca gioia aporta
a chiunqu'esti bono soferente.


Jacopo da Lentini



[Testi poetici della scuola siciliana, raccolti e trascritti da Paolo Pettinari, Edizioni Mediateca, Campi Bisenzio, 2005.]



Scuola Poetica Siciliana
BIBLIOGRAFIA



1. A.E.Quaglio “Le origini e la Scuola siciliana”


A. E. Quaglio “I poeti siculo – toscani”


2. “Antologia della letteratura italiana” M.Pazzaglia, Zanichelli


3. “Il sistema letterario” Guglielmino/Grosser, Principato


4. Sapegno “Disegno storico della letteratura italiana” Firenze 1973


5. G. Contini “Varianti e altra linguistica”, Einaudi, Torino 1970.


6. G.Contini “Letteratura italiana delle origini”, Firenze 1970


7. U. Bosco, “Francesco Petrarca”, Laterza; Roma – Bari 1977


8. E. Bigi è tratta dalla voce Poliziano del Dizionario critico della letteratura italiana,


UTET, Torino 1986, p.384


9. “Prose e rime”, a c. di C. Dionisotti, UTET, Torino 1960.


10. ”La scrittura e l’interpretazione” di R. Luperini, P. Cataldi e L. Marchiani


11. “Antologia della letteratura italiana” Volume secondo, Mario Pazzaglia.


12. “L’attività letteraria in Italia. Storia della letteratura italiana” Giuseppe Petronio,


Scuola Poetica Siciliana

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Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
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 Il Villaggio sorge in Contrada Calavà di Gioiosa Marea, ridente cittadina sul Mar Tirreno, incastonato tra la vegetazione mediterranea. L’anfiteatro naturale in cui sorge il villaggio Baia Calavà presenta un microclima particolare che rende l’ambiente fresco anche nelle giornate più afose di agosto. L'orizzonte si apre sul suggestivo scenario delle Isole Eolie con un mare cristallino che rende unico l’ambiente circostante.

Tel.: 0941302761
mail: booking@baiacalava.it
web: Villaggio Baia Calavà
Villaggio Baia Calavà  Facebook

lunedì 10 luglio 2017

San Giorgio: Il programma dell'evento dedicato alla campionessa mondiale.

SangiorGiocando...una marcia in più

Dedicato a

ANNA RITA SIDOTI

 IL PROGRAMMA DELL'EVENTO


Organizzato da:

A.S.D. Strada facendo...San Giorgio
Gruppo di lavoro Una marcia in più

con il patrocinio del Comune di Gioiosa Marea
Team


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L'interno della Cattedrale di Palermo

Cattedrale Metropolitana
SANTA VERGINE MARIA ASSUNTA



PALERMO

Introduzione

Con questo siamo giunti, finalmente, all'ultimo capitolo della Cattedrale di Palermo.
Una semplice descrizione dell'interno della Cattedrale per avere un quadro più chiaro di cosa possiamo trovare nel grande monumento palermitano.

Cattedrale
Interno
La pianta è a croce latina con tre navate divise da pilastri.
Navata destra
In questa navata, le prime due cappelle sono comunicanti e custodiscono le tombe imperiali e reali dei normanni.
Si racconta che il re Ruggero II decise di costruire il Duomo di Cafalù per farlo diventare il mausoleo dei reali Normanni. E per far questo aveva fatto realizzare due sarcofagi in porfido, fatto arrivare direttamente dall’Egitto, e di colore rosso cupo; un colore utilizzato esclusivamente per le famiglie reali. Ma dopo la sua morte, i suoi resti furono, invece, sepolti nella Cattedrale di Palermo in u sarcofago in porfido ma con una forma più semplice. Nel 1215 il re Federico II di Svevia, figlio di Costanza d’Altavilla e nipote di Ruggero II, fece trasportare i due sarcofagi, ancora collocati nel Duomo di Cefalù, nella Cattedrale di Palermo destinandoli a se stesso al padre Enrico IV.
La navata meridionale è composta dalle seguenti cappelle:
  • Campata prima
    • Prima Cappella delle Tombe reali:
        Sarcofago con baldacchino in porfido rosso con sei colonne di Enrico VI di Svevia (1197);
        Sarcofago in porfido rosso con baldacchino a sei colonne in mosaico di Costanza d’Altavilla (1198);
        Sarcofago d’epoca romana, con riprodotta una scena di caccia, di Costanza d’Aragona (1222).
  • Campata Seconda
    • Seconda Cappella delle Tombe Reali:
        Sarcofago in porfido rosso sorretto da quattro leoni e baldacchino con sei colonne di Federico II di Svevia. Sugli spioventi del coperchio del Sarcofago vi sono scolpiti tre tondi nei quali sono raffigurati il Cristo Pantocratore e la Vergine con il Bambino, nei tondi centrali. Nei tondi esterni sono raffigurati i simboli dei quattro Evangelisti.
        Sarcofago, in porfido rosso sorretto da quattro telamoni e baldacchino con sei colonne decorato a mosaico, di Ruggero II d’Altavilla (1154);
        Tomba di Guglielmo d’Aragona, raffigurato con abiti domenicani tra stemmi della Corona d’Aragona (1338).
  • Campata Terza
    • Cappella dedicata alla Madonna della Lettera
      La Cappella è costituita dal dipinto della “Vergine con il Bambino”, realizzata da Antonio Filocamo in stile bizantino, sull’altare; mentre sulle pareti laterali vi sono le tele con le raffigurazioni di San Mamiliano, Santa Ninfa e i santi Eustozio, Proculo e Golbodeo sulla sinistra, il beato Giacomo Cusmano sulla destra, opere realizzate da Angelo Del Vecchio.
  • Campata Quarta
    • Nella quarta campata si trova l’ingresso laterale sul lato sud dell’edificio, che corrisponde al portico meridionale (Corso Vittorio Emanuele).


  • Campata Quinta
    • Cappella dedicata a Sant’Ignazio di Loyola
      Sulla parete centrale è stato collocato il dipinto “Apparizione della Vergine” opera di Pietro Novelli (1633 – 1634). Sulla parete di destra la tela che raffigura il “Martirio di Santa Oliva” (autore ignoto).
  • Campata Sesta
    • Cappella dedicata al Beato Pietro Geremia
      Sulla parete centrale è stato collocato il dipinto dedicato al Beato, opera di Antonio Manno (1785). nella parete sinistra il dipinto opera di Fedele di San Biagio che raffigura “La Gloria di San Francesco e San Domenico”, mentre sulla parete di destra la tela con i “Sette Angeli” (autore ignoto).


  • Campata Settima
    • Cappella dedicata alle Sacre Reliquie
      in questa cappella sono state collocate le urne dei Santi e delle Sante palermitane:
      • Santa Cristina;
      • Santa Ninfa;
      • San Cosima;
      • San Mamiliano.


  • Campata Ottava
    • Cappella dedicata a San Francesco di Paola
      Sull’altare si trova la Statua di San Francesco di Paola, con sulla destra la statua allegorica della Penitenza, opere di Giovan Battista Ragusa; e sulla sinistra la statua della Carità opera di Gioacchino Vitagliano.


  • Cappella Nona
    • Cappella dedicata a Maria Santissima Assunta
      Sulla parete centrale è stato collocato il dipinto di Giuseppe Velasco che raffigura “Madonna Assunta” (1801); sulle pareti laterali vi sono i bassorilievi che raffigurano le sante patrone palermitane (1535). Sull’altare troviamo la “Dormizione di Maria”, un manufatto che fa parte della Tribuna di Antonello Gagini (Ormai dismessa).


Navata Sinistra


La navata settentrionale è costituita dalle seguenti cappelle:
  • Campata Prima
    • Cappella del Battistero
      In questa Cappella troviamo il fonte battesimale a forma ottagonale, opera di Filippo e Gaetano Pennino (1801).
      Il fonte battesimale è collocato nel mezzo di due rampe scenografiche con balconate. Una rappresentazione costruita del peccato originale con la figura dell’albero della conoscenza (il melo) con il serpente che corrompe Adamo ed Eva, i quali si trovano accovacciati in basso.
      Sui lati della vasca sono raffigurati in bassorilievo gli episodi biblici.
      Sullo sfondo della Cappella è collocato il Battesimo di Gesù, opera di Giuseppe Crestadoro.
  • Campata Seconda
    • Cappella dedicata a Santa Maria degli Angeli
      In questa Cappella sono state collocate le statue della Tribuna di Antonello Gagini:
      • la statua dell’Assunzione della Vergine;
      • statua del Sepolcro di Maria.
      L’altare è stato completato con le opere sulla Passione di Gesù:
      • La Lavanda dei piedi;
      • L’Orazione di Gesù nell’orto degli ulivi;
      • L’Ultima Cena.
    Opere di Fazio e Vincenzo Gagini.


  • Campata Terza
    • Cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova
      Nella parete centrale si trova il dipinto di Sant’Antonio da Padova e Sant’Atanasio Chiaromonte (1768) attribuito a Vito d’Anna;
      Sulla parete di destra si trova il dipinto di Marinano Rossi raffigurante San Benedetto (1786).
  • Campata Quarta
    • Ingresso laterale sul lato nord (via Incoronazione)
  • Campata Quinta
    • Cappella dedicata a Santa Cristina
      Nella parete centrale troviamo il dipinto di Giuseppe Velasco raffigurante la Glorificazione della Vergine (1633).
  • Campata Sesta
    • Cappella dedicata all’Immacolata Concezione
      Nella nicchia dell’altare il simulacro della Vergine.
  • Campata Settima
    • Cappella dedicata a San Pietro e Sant’Anna
      L’altare è stato realizzato in lapislazzuli con bassorilievi in legno dorato che raffigurano scene bibliche.
      La parete centrale ospita l’opera di Pietro Martorana con raffigurate San Pietro e Sant’Anna.
  • Campata Ottava
    • Cappella dedicata alla Madonna Libera Inferni
      In questa Cappella troviamo sull’altare la statua di Maria Vergine, opera di Francesco Laurana (1469). Il nome Libera Inferni le è stato attribuito nel 1576 dal Pontefice Gregorio XIII.
  • Campata Nona
    • Cappella dedicata al SS. Crocifisso
      La cappella è costituita da un altare con una sopraelevazione che ospita una croce in agata del ‘700, la quale sostiene un Crocifisso. La scultura del Crocifisso è realizzata in legno di tiglio.
      Alla base del Crocifisso sono state collocate le sculture della Madonna e della Maddalena, opere di Gaspare Serpotta (1664).
      I bassorilievi sulle pareti raffigurano le scene della Passione di Gesù, opere di Fazio e Vincenzo Gagini (1557 – 1565).
      Tra queste vi sono:
      • La scena dello Spasimo di Sicilia, ispirata allo Spasimo di Raffaello;
      • La Discesa dalla Croce, ispirata alla Deposizione di Vincenzo degli Azani;
      • altre sono tratte dalla Piccola Passione di Albrecht Durer.
In totale nella cappella vi sono sedici bassorilievi che provengono dalla Cappella di Antonello Gagini dedicata al SS. Crocifisso.


Transetto
  • Cappella di Santa Rosalia
Questa Cappella è ubicata nel braccio meridionale del transetto. La Cappella si presenta chiusa da una cancellata in ottone; dall’arcata superiore pendono sette lampade votive in argento.
Nell’arco d’ingresso è stata collocata la grande aquila imperiale dalle ali spiegate (simbolo della città di Palermo).
Ai lati vi sono due bassorilievi raffiguranti gli episodi della vita della Santuzza, opere di Valerio Villareale (1830):
  • a destra:
    • Santa Rosalia ferma il braccio dell’angelo della morte;
  • a sinistra:
    • la Processione delle sacre spoglie.
Anche in questa Cappella troviamo delle opere provenienti dalla Tribuna di Antonello Gagini.
Sul drappeggio del catino absidale vi è raffigurata Santa Rosalia, opera di Giuseppe Velasco (immagine più diffusa).
Sulla parte anteriore del basamento della mensa è stato ubicato un paliotto argenteo che raffigura Rosalia con alcuni elementi iconografici quali:
  • il teschio
      metafora allegorica dell’abbandono della vita terrena per quella contemplativa;
  • il libro sacro
      simbolo dell’esistenza;
  • le rose
      che identificano il rosario e la purezza;
  • lo scettro
    • nella mano sinistra rappresenta la discendenza dagli imperatori normanni.


Dietro l’altare d’argento è stata collocata l’urna preziosa in argento, protetta da un cancello in rame, un’opera che rappresenta uno dei capolavori più preziosi dell’argenteria barocca siciliana.
L’opera è costituita da un basamento con aquile con le ali spiegate appollaiate su cartigli e la conchiglia di San Giacomo; quattro putti alati sorreggono l’urna e sostengono lo scudo con la raffigurazione del simbolo della rosa.
Il corpo dell’arca è decorato con incisioni a basso e altorilievo con le raffigurazioni delle scene di vita della Santa Eremita, denominati teatrini:
  • La Vocazione;
  • L’Eremo di Quisquinia;
  • La vita contemplativa;
  • La Coronazione fatta da Gesù Cristo.
Il coperchio a forma di parallelepipedo presenta sei ovali con bassorilievi, nei quali sono raffigurati:
  • L’Eremo di Quisquina;
  • L’Eremo di Monte Pellegrino;
  • La Vocazione;
  • La vita Contemplativa;
  • La Recita del Rosario;
  • Il Transito.
Il tutto è sormontato dalla statua di Santa Rosalia con la corona di rose sulla testa, con abiti da monaca e con la croce nella mano sinistra, nell’atto di sconfiggere il drago, che rappresentava una figura allegorica della peste e del male.


  • Cappella del Santissimo Sacramento
Questa Cappella si trova nella parte settentrionale del Transetto. Una Cappella elegante con decorazioni in stucco dorate.
La Cappella presenta un altare ciborio (1653), opera di Cosimo Fonsaga; una sopraelevazione a tempio con pianta esagonale a tre elevazioni con colonnato; tamburo; cupola realizzati interamente con lapislazzuli, mentre i capitelli, le modanature, le cornici, gli inserti, i fregi e le nervature con tutte le decorazioni superiori sono realizzate in oro zecchino in modo da contrastare con il lapislazzuli.
Sulla parte sinistra della cappella è stato realizzato un imponente monumento funebre.

Architettura Arabo Normanna
Link:

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Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
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Il campeggio é aperto da giugno a settembre ed offre posto per tende, camper e roulotte. Sono presenti punti luce, servizi igienici, docce calde gratis all'interno dei servizi, market, edicola e camper service.

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Dalla zona di Calavà é possibile effettuare in giornata escursioni a Tindari, ai Laghetti di Marinello, a Palermo, Cefalù, Agrigento e alla Valle dei Templi. Inoltre è possibile raggiungere il vulcano dell’Etna e la spettacolare città di Taormina, il Parco dei Nebrodi, e i comuni della Costa Saracena. Le Isole Eolie sono facilmente raggiungibili essendo Capo Calavà il punto più vicino dalla Sicilia.

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