martedì 25 luglio 2017

Catania: Exstended CineCampus


EXTENDED CINECAMPUS TdC 2017





 Comunicato stampa

Extended CineCampus TdC vola in Europa:
il “girato” dei cineasti under 35 alla prova dei direttori della fotografia europea

Si è conclusa oggi la prima sessione di #metthetalent, il terzo modulo di Extended Cinecampus TDC 2017 dedicato alle valutazioni, tecniche e creative, dei direttori della fotografia dell'industria cinematografica europea al “girato” realizzato da ciascun borista nel corso del modulo residenziale (#learningbydoing) che si è svolto a Catania dal 20 maggio al 5 giugno scorsi, https://vimeo.com/220730134.
Per i 10 giovani cineasti under 35 protagonisti di Extended CineCampus è stata l'ennesima occasione di crescita professionale e di confronto con autori dell'industria cinematografia affermati e riconosciuti in ambito internazionale.
Sostenuto da SIAE Società Italiana Autori Editori che ha selezionato Exended Cinecampus Tdc nell'ambito del bando 2016 SILLUMINA. Copia privata per i giovani. Per la cultura” destinato alla promozione delle forme artistiche giovanili, il progetto infatti coinvolge da mesi 10 cineasti, under 35, selezionati in tutta Italia, in un originale e innovativo percorso teorico-pratico d'eccellenza culminato con la produzione di 10 cortometraggi in pellicola 35mm, grazie al supporto di Kodak, partner tecnico della manifestazione.

Location eccezionali, la Catania barocca e popolare, il vulcano Etna con il suo Parco naturale unico al mondo e le sue comunità urbane e produttive, la costa ionica verso Siracusa.
Strutturato con la piattaforma webinar, #meetthetalent, il terzo modulo, si è aperto lo scorso 13 luglio a Bucarest, presso la CINETIc (Centrul International de Cercetare si Educatie in Tehnologii Inovativ Creative), con l'intervento di Alex Sterian RSC, presidente dell'Associazione dei direttori della fotografia di Romania (RSC), e Mircea Crivoi, colorist, ed è proseguito a Sofia, presso l'Ars Digital Studio, con Ivan Tonev BAC, presidente dell'Associazione dei direttori della fotografia di Bulgaria (BAC), Krum Rodriguez BAC, Emil Topusov BAC, e Alexander Stanishev BAC.
A fine agosto sarà quindi la volta di registi e montatori di Austria, Repubblica Ceca e Polonia, e tra i professionisti del settore cinematografico che in questa fase valuteranno il lavoro dei 10 giovani cineasti c’è anche Monika Willi, montatrice per il regista Michael Haneke, Premio Oscar 2012 per il miglior film straniero e più volte vincitore della Palma d'oro a Cannes.
Gran finale in sala: il quinto modulo #thebigscreen, prevede la proiezione a Roma dei corti girati ed esaminati nel corso delle numerose webinar, in stretto collegamento con Catania, città sede residenziale di Extended Cinecampus Tdc 2017, e con le capitali europee, e non solo, che hanno collaborato in rete.
Extended CineCampus Tdc 2017 è partito lo scorso 29 aprile con il primo modulo in webninar (#getready), seguito da quello residenziale (#learningbydoing) che si è tenuto a Catania dove i borsisti hanno potuto relazionarsi con i giovani cineasti, provenienti da tutto il mondo, che ogni anno partecipano agli International Cinematographers Days Terre di Cinema.
Tra le masterclass di questa edizione 2017, particolarmente seguite quelle di Ed Lachman, direttore della fotografia newyorkese e premio Oscar, di Luciano Tovoli, presidente onorario Tdc, grande direttore della fotografia di registi quali Michelangelo Antonioni ed Ettore Scola, e di JP Passi, finlandese, vincitore dei New Cinematographers Award Tdc 2017.
Ideatore e direttore artistico de Extended Cinecampus Tdc 2017 e degli International Cinematographers Days Terre di Cinema è Vincenzo Condorelli, direttore della fotografia, componente del consiglio direttivo di AIC Associazione Italiana Autori della fotografia cinematografica, coadiuvato al management dalla regista Cecilia Grasso.
Partner accademici del progetto sono il Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola nazionale di Cinema e AIC.
Terre di Cinema gode inoltre del partenariato dell'Istituto Luce Cinecittà, del patrocinio tra gli altri dell'Assessorato del Turismo dello Sport dello Spettacolo della Regione Siciliana e del SNGCI Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani/Premio Nastri D'Argento, della collaborazione di Murgo srl, dell’Università di Catania e della Catania Film Commission, e del sostegno dell'Ufficio Speciale per il Cinema e l'Audiovisivo / Sicilia Film Commission dell'Assessorato Regionale del Turismo dello Sport dello Spettacolo.

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Il Duomo di Cefalù: descrizione

 
ARCHITETTURA ARABO NORMANNA



Duomo di Cefalù

Introduzione

Il nostro viaggio dentro l’architettura Arabo Normanna continua con l’analisi del Duomo di Cefalù, importante opera di architettura inserita nel percorso dell’Unesco.
Dopo aver conosciuto il Duomo dal punto di vista storico, andiamo a conoscere la struttura dal punto di vista architettonico con la descrizione dell'edificio.


Descrizione Architettonica

Interno

La Cattedrale è a pianta basilicale a croce latina costituita da tre navate e tre absidi con transetto sporgente.
Le tre navate hanno una copertura lignea a capriate.
Le travi sono dipinte con motivi decorativi, con animali fantastici e busti: opere di maestranze arabe.
Le navate sono separate da una serie di archi poggianti su alti piedritti con doppia ghiera; sono sostenuti da 16 colonne monolitiche delle quali quattordici in granito rosa e due in cipollino.
Le colonne sono poste su di un basamento e presentano dei capitelli con figurazioni e intagli. Tutto l’insieme della colonna (basamento, busto e capitello) sono di epoca romana (probabilmente del II secolo d.C.).
Nella navata centrale, l’arco trionfale è affiancato da colonne con capitelli figurati di stile arabo;
l’arco dà l’accesso al transetto e rispetto all’originario progetto normanno è stato ribassato con l’introduzione di un contro-arco , riducendo l’opera a modeste proporzioni.
L’interno, inoltre, si mostra altissimo e imponente presentando le navate suddivise da una coppia di sette arcate a sesto acuto, ampie e slanciate in modo da dare la sensazione della fusione dello spazio interno.
Il presbiterio absidato termina con la splendida decorazione musiva e si presenta molto profondo con i pastofori notevolmente sviluppati.
In origine, nel presbiterio vi erano il trono regale sulla sinistra e il seggio episcopale sulla destra, posti l’uno di fronte all’altro; delle quali rimangono solo due lastre decorate a mosaico con le scritte:

  • sedes regia;
  • sedes episcopalis.

Le navate laterali terminano, anch’esse, con i rispettivi absidi, di dimensioni ridotte rispetto a quello centrale.
Osservando l’altare:

  • l’abside di destra è detto Diaconico;
  • l’abside di sinistra è detto Protesis.

Il Diaconico è il luogo della custodia degli arredi sacri.
La Protesis è il luogo di preparazione delle oblate, del pane e del vino per la celebrazione eucaristica.
La Protesis è adibita a cappella e dedicata al Santissimo Sacramento, ornata con decorazione a stucco neoclassica.
L’altare d’argento risale al XVIII secolo ed è opera di artigiani palermitani.
La modifica del progetto originario, che prevedeva una navata più alta rispetto all’attuale, evidenzia la differenza e l’autonomia tra il transetto e le navate: i quali sono stati costruiti in contemporanea e in autonomia.
Inoltre l’indipendenza tra la struttura muraria e l’apparato musivo è evidente, infatti sembra che quest’ultimo risalga al 1145, quando Ruggero II decise di trasformare la Cattedrale in Mausoleo, chiamando dei maestri bizantini di formazione costantinopolitana.

Esterno

All’esterno l’edifico presenta un aspetto severo e compatto, con la facciata chiusa dalle due torri angolari a base quadrata. Le due torri presentano delle feritoie scandite da tre ordini di apertura, tra le quali vi è un ampio portico a tre fornici sostenuti da massicce colonne in granito.
La facciata è costituita da un doppio ordine di arcate con una elegante decorazione a bastoni spezzati di provenienza nord-europea; risaltata da un monumentale portale in pietra (la porta Regum).
Il portale è marcato da cinque ghiere scolpite con motivi decorativi classici e islamici.
La struttura architettonica è preceduta da un vasto sagrato e da una grande scalinata che levano l’edificio rispetto alla piazza.

Le fotografie sono scaricate dal web


Architettura Arabo Normanna
Link:

Studio di Filippo Puglia
Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.








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