giovedì 26 ottobre 2017

La Fucilazione in campagna di Renato Guttuso


RENATO GUTTUSO



La fucilazione in campagna




La fucilazione in campagna, 1938
Tecnica: olio su tela
Esposta : Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Soggetto:

  • aggressività;
  • psicologia umana;
  • età;
  • fucile;
  • parti del corpo;
  • nudo e corpo umano;
  • individuo: aspetti fisiologici e psicologici.

Oggetto:

  • comportamento psicologico;
  • morte;
  • sangue.

L’opera presenta un profondo pathos espressionista.

Introduzione

L’opera è stata realizzata nel 1937, anche se l’artista la data nel 1938.
L’artista raffigurò la fucilazione del poeta Federico Garcia Lorca con un espressionismo che mostra una profonda ispirazione picassiana.

L’arte di Guttuso

Guttuso, nella realizzazione di quest’opera, prende ispirazione da “Le fucilazioni del 3 maggio” del grande pittore spagnolo Francisco Goya.
L’artista spagnolo contribuì, con la sua opera, a mostrare la ferocia e la crudeltà presenti in ogni guerra da parte di entrambi i contendenti.
L’artista siciliano, oltre a ispirarsi all’opera, riprende anche lo schema compositivo.
Il suo dipinto mostra anche la distanza che l’artista prende dai canoni del novecento mussoliniano; è noto infatti che il regime fascista pretende un’arte celebrativa e funzionale al potere. Guttuso, però, non si interessa di bellezza e spettacolarità, egli vuole mostrare al mondo la realtà, per quanto odiosa e insopportabile possa essere.
La sua opera nasce, infatti, dal disprezzo che egli ha verso l’ingiustizia sociale e gli abusi del potere.
Guttuso esprime il suo ideale socialista attraverso uno stile realistico-espressionista; uno stile che però presenta delle differenze con la madre Russia.
La terra di origine di Guttuso è infatti la Sicilia, una terra contraddittoria e tormentata che egli riporterà sempre nelle sue tele raccontando l’esacerbazione emotiva e la rassegnazione.
Dalle sue opere possiamo cogliere sia una singolare lirica di stoica sopportazione sia una feroce denuncia sociale che reca in sé la speranza di un mutamento degli aspetti più iniqui della società.
L’arte di Guttuso aspira a conciliare la verità e l’attualità delle tematiche trattate con uno stile prettamente realista e incisivo, fruibile da tutti affinché possa scuotere la gente comune dal remissivo torpore nel quale è precipitata, essendo stata sopraffatta socialmente dall’ingiustizia. Notiamo infatti che nei suoi migliori dipinti vi sia la sensazione di udire il grido di dolore emesso dalla classi più deboli e oppresse.
Secondo l’artista un’opera può essere viva solo quando lo stesso si trova in uno stato di collera, e quell’ira deve essere espressa con furore dentro la tela.
Guttuso, come possiamo vedere in quasi tutta la sua opera artistica, riserva uno spazio privilegiato alle tematiche sociali e specialmente nelle scene di vita sociale.
Lo stile usato dall’artista siciliano è quello espressionista.
Uno stile diverso dalla corrente nata nei primi del novecento caratterizzata dall’esasperazione di contrasti.
L’espressionismo di Guttuso non si limita a privilegiare l’interiorità e le emozioni, ma è la stessa realtà che si manifesta in maniera incisiva e vigorosa attraverso l’uso di colori forti, i quali permettono di evidenziare i dettagli più crudi.
Infatti, è la stessa realtà a fornire tragicamente la spinta emotiva che inietta nel pittore quell’istinto quasi primordiale di violenza che gli permette di scaraventare sulla tela quei colori forti che contrastano tra loro; l’uso di questi colori nasce da un’attenta osservazione della vita faticosa della povera gente che, tuttavia, nonostante le difficoltà della vita, mantiene sempre la propria dignità.
Guttuso nel rappresentare la vita rurale, fatta di attività che logorano i sui personaggi per via della fatica e della sofferenza, con immagini che riprendono la cruda realtà, trae ispirazione dal modello morale e stilistico dell’artista spagnolo Pablo Picasso.
Tuttavia, l’artista siciliano si mantiene distante da quell’astrattismo che stravolge le forme, poiché egli non annulla il soggetto ma focalizza la sua attenzione sull’attualità.
Guttuso, in pratica è un cronista perché racconta la storia del periodo in cui vive e cerca di lasciare un messaggio chiaro e profondo.
Solo attraverso la ribellione l’uomo può continuare a nutrire la speranza e allo stesso tempo evitare di assuefarsi a un pericoloso ingranaggio. Guttuso dedica così la sua vita al racconto della realtà che conosce e agli aspetti più difficili della sua Sicilia, come omaggio alle sue origini e al suo popolo.
Una terra, la Sicilia, che dona scorci meravigliosi prontamente catturati e trasferiti sulle sue tele, nelle quali esprime anche il linguaggio di una terra segnata da drammatiche contraddizioni, poiché vi sono scene di dolore e sofferenza che si contrappongono ai colori e alle meravigliose e profonde emozioni visive.
A questo proposito riportiamo le parole di Dominique Fernandez:
Il vero e migliore Guttuso è rimasto un autentico siciliano, cioè un poeta della rassegnazione e della morte, della sconfitta e del massacro, nonostante i principi rivoluzionari… la sua sicilianità di fondo lo condanna a sentire, da artista, solo il lirico disordine degli oltraggi”.

Guttuso però cerca di trasmettere, attraverso la sua arte, il senso di ribellione, di risveglio affinché si possa arrivare a un cambiamento, raccogliendo il lamento di dolore e sofferenza della povera gente ed esortandoli alla riscossa.
Per Guttuso l’arte deve essere intesa come impegno morale e etico e soprattutto come coinvolgimento nella realtà.
Infatti egli mostra un espressionismo in cui è la realtà a essere espressiva. I colori e i particolari della realtà suggeriscono all’artista il dramma che egli sottolinea con colori forti e con una densa materia pittorica.

Analisi dell’opera

L’opera “Fucilazione in campagna” è stata realizzata da Guttuso nel 1937.

In quest’opera egli raffigura, attraverso il suo stile espressionista ispirato a Picasso, la fucilazione del poeta Federico Garcia Lorca.
Il colore rosso si scaglia in tutta la sua potenza espressiva, evocando brutalmente la violenza, il sangue, la tragedia di questo crudele atto.
La bidimensionalità dei morti, che giacciono sul suolo contrasta con la fisicità delle persone che ancora sono in vita, ma che ormai sono prossime alla fucilazione.
Quest’opera denuncia apertamente i crimini del regime franchista in Spagna, mostrando con crudezza e realismo l’esecuzione di un gruppo di partigiani.
Inoltre, l’opera, è un chiaro riferimento politico al dipinto “Le fucilazioni del 3 maggio” dell’artista spagnolo Francisco Goya.
In entrambe le opere il realismo che viene raffigurato serve a mostrare la guerra, con tutto l’orrore che la contraddistingue, spogliata dall’enfasi eroica della propaganda evidenziandone i lati oscuri e crudi.


Studio su Renato Guttuso
 
Filippo Puglia


Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.






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