martedì 13 febbraio 2018

Le origini del teatro: il teatro greco


Letteratura

Le origini del teatro


Il Teatro greco








Introduzione

Nel capitolo precedente abbiamo iniziato a conoscere le prime forme teatrali derivate dal mito e dal rito.
Abbiamo visto come l’uomo, avendo paura della realtà, abbia bisogno di immagini, di esseri soprannaturali, quindi dal mito, per cercare allo stesso tempo di proteggersi da loro.
Abbiamo visto, in linea generale, l’evoluzione delle varie forme teatrali con i quali dar vita al mito e alle cerimonie rituali per difendersi da questi esseri creati dall’immaginario dell’uomo stesso.

Il nostro viaggio è così iniziato, così come la storia del teatro, e continueremo il cammino con la nascita vera e propria del teatro occidentale con la civiltà ellenica.

La civiltà greca

Euripide
Il teatro, così come lo intendiamo oggi, nasce intorno al V secolo a.C. in occidente e precisamente nell’antica Grecia.

La storia del teatro greco coincide con la storia di una grande civiltà, a partire dall’ascesa fino al declino della stessa, la quale credeva molto nella cultura tanto da dare inizio a una forma democratico-politica senza precedenti e divenendo così la culla della civiltà.
Il periodo più alto e florido per questa civiltà è quello relativo all’età classica denominata anche età di Pericle, un breve periodo che va dal 445 al 429 a.C..
In questo periodo, oltre alle grandi opere realizzate, fu anche il periodo storico in cui vennero fuori i tre più importanti tragici dell’antichità: Eschilo, Sofocle ed Euripide.

Prima di arrivare ai tre tragici e quindi al teatro vero e proprio, vi fu un’evoluzione graduale che partì dai riti che venivano celebrati in onore del dio Dionisio.
Il culto di Dionisio era improntato su un frenetico girotondo di satiri ubriachi e osceni. Il dio veniva rappresentato prima come vittima e successivamente, attraverso le ripetizioni, come ricordo e commemorazione; una rappresentazione in cui il canto corale accompagnava tutte le cerimonie.

Dall’epoca dei gerarchi, fino a Solone, 594 a.C. le feste erano accompagnate da cori e danze figurate, primo abbozzo di azione drammatica. Quindi con gli eroi e le loro gesta, le manifestazioni divennero vere e proprie rappresentazioni.

Il Ditirambo e il Giambico, furono i progenitori dell’Arte drammatica.
  • Il Ditirambo, coi suoi tumulti orgiastiche, prefigura la commedia;
  • il Giambico, col suo ritmo breve intervallato da uno lungo, era un componimento poetico violentemente polemico e satirico e prefigura il dramma.

Sicuramente un ruolo fondamentale nel passaggio tra la celebrazione dei rituali e il teatro vero e proprio lo ebbe sicuramente il leggendario poeta Tespi.
Tespi fu l’ideatore della figura dell’attore, infatti fu il primo a introdurre questa figura nel suo spettacolo drammatico insieme alle maschere e allo spazio dedicato all’azione scenica.

La tradizione attribuisce le prime forme reali di teatro al leggendario poeta Tespi, il quale proveniva dall’Icaria, verso la metà del VI secolo, è giunto ad Atene su di un carro, sul quale trasportava attrezzi di scena, arredi, costumi e maschere. Tespi ebbe grande successo in tutta la Grecia tanto che fu necessario farlo partecipare alle feste dionisiache che quell’anno erano inaugurate dagli agoni drammatici.
Orazio, infatti, racconta che Tespi si spostava da una città all’altra con un carro sul quale aveva costruito un palco e sul quale si esibivano due attori con il volto dipinto e intonavano dei cori a tema storico.
Tespi aveva così inteso il teatro sentendo la necessità di avere uno spazio dedicato per l’azione scenica e allo stesso tempo il bisogno di separare i ruoli, ossia quello dell’attore e quello del pubblico, che in qualche modo partecipa all’azione scenica.

Questa è una leggenda molto radicata nella storia dell’uomo e dei popoli, tanto che l’artista Andrea Pisano nel XIV secolo d.C. realizza una formella con la raffigurazione del “carro di Tespi”, che possiamo ammirare nel campanile di Giotto a Firenze.
Esistono, comunque, molte altre testimonianze di questa leggenda, persino una piccola compagnia teatrale di Patti in provincia di Messina porta il nome “Il carro di Tespi”, nella quale ho avuto l’onore e il piacere di recitare.

Nelle feste, le linee erano caratterizzate da agoni drammatici ed erano feste particolarmente rurali e tipicamente locali, mentre le Dionisie, data la loro importanza, erano a carattere panellenico e l’attività principale era data dalle rappresentazioni delle tragedie.

Eschilo
Nel V secolo detti agoni assumono tutta l’importanza che la storia gli concede, raggiungendo il livello più alto, sia per il prestigio dei grandi tragediografi, sia per la perfezione delle rappresentazioni.
Nell’età di Pericle nacque anche l’edificio teatrale vero e proprio, tuttavia tratteremo questo argomento nella sezione dedicata all’architettura.

Quindi il teatro ha inizio con i riti dedicati al dio e poi si evolve e si modifica, grazie all’avvento di Tespi, fino ad arrivare a costruire una struttura teatrale e al fiorire di scrittori e poeti che hanno dato una svolta allo spettacolo e alla cultura teatrale.

Gli spettacoli che venivano rappresentati erano di due tipi:
  • la tragedia;
  • la commedia.

In quel periodo esisteva la figura dell’Arconte il quale dava il nome agli agoni di quell’anno e a lui i poeti ammessi a partecipare agli agoni, chiedevano un coro.
La messa in scena di un dramma implicava una certa spesa, ed era compito dell’Arconte nominare un Corego, cioè un finanziatore, per ogni poeta concorrente.
Più il Corego era munifico più ricca era la rappresentazione e di conseguenza più possibilità di vittoria aveva il poeta; infatti, per questi motivi, l’assegnazione del Corego ai poeti veniva stabilita dalla sorte.
Sofocle
In quei tempi il poeta aveva il ruolo di regista, compositore, coreografo e interprete della propria tragedia.
Le tragedie vincitrici erano scelte da giudici, detti Kritai. I Kritai erano dei cittadini ateniesi che erano stati designati tra un certo numero di elementi, i quali erano stati, a loro volta, segnalati dalle varie tribù dei Demos e scelti a sorte.
I nomi venivano posti in un’urna sigillata e custodita nel tempio di Dionisio, per poi aprirla all’inizio degli agoni. Violare l’urna significava effettuare un delitto contro lo Stato e veniva punito con la morte o con l’esilio.
L’inizio degli agoni avveniva portando il simulacro di Dionisio Eleuterio in teatro, poi si aprivano le urne e venivano depositati i nomi dei giudici e infine si procedeva alla lettura del programma.
Le feste iniziavano fuori del teatro con canti Ditirambi, Giambi e danze.

Le tragedie erano strutturate sotto forma di trilogia; infatti veniva imposto ai concorrenti la composizione di tre vicende drammatiche che dovevano trattare uno stesso argomento.
In seguito però i poeti furono lasciati più liberi nella scelta degli argomenti, ma comunque fu imposto di presentare anche un dramma satiresco. Nacque così la Tetralogia.
Nel V secolo furono però rappresentate solo tragedie inedite.


Bibliografia

Leon Moussinac: Il teatro dalle origini ai nostri giorni;
H.C. Baldry: I greci a teatro;
Francis Fergusson: L'idea di un teatro;
Aristotele: Poetica;
Paolo Chiarini: Bertoldt Brecht;
K. Stanislasky: Il lavoro dell'attore;
Paolo Toschi: Le origini del teatro italiano;
Rosalba Gasparro: Il testo e l'immaginario;
Masolino D'Amico: Storia del teatro inglese;
Peter Zsordi: Teoria del dramma moderno;
GianRenzo Morteo: Il teatro popolare in francia;
Giovanni Antonucci: il processo a Gesu';
Maria Argenziano: Le Maschere nude;
Roberto Alonge: Luigi Pirandello - Liola' e Cosi' e';
Maria Luisa Scelfo: Le teorie drammatiche del Romanticismo;
Giuseppe Patroni Griffi: Monografia;
Raffaele Cantarella: introduzione su Eschilo;
Filippo Maria Pantani: introduzione su Sofocle e Euripide. 
 Le origini del teatro
Link:


Filippo Puglia







Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.










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