venerdì 9 febbraio 2018

Le proporzioni in architettura: l'uomo vitruviano di Leonardo

Le Proporzioni in Architettura

Leonardo da Vinci e l’uomo vitruviano






Premessa

Dopo una lunga pausa riprendiamo il nostro viaggio con gli ultimi argomenti in programma, prima di passare al nuovo argomento che ha come tema il Teatro.
Ricordiamo inoltre che questo post, così come gli altri, non ha le pretese di essere un saggio sull’architettura, ma solo un contributo informativo, fatto di collage e di nozioni, su quell’arte che dovrebbe regolare il modo di vivere dell’uomo.

Introduzione

Nella tappa precedente del nostro viaggio abbiamo visto la teoria delle proporzioni di Andrea Palladio.
Palladio adotta un sistema metrico dato direttamente dal luogo dell’intervento architettonico in modo da ottenere le misure dei mattoni, dei fusti delle colonne e di tutti gli altri componenti della costruzione.
Gli spazi devono, inoltre, essere disposti secondo l’uso della geometria e delle proporzioni, tenendo conto anche della gerarchia degli stessi.

In questa tappa vedremo invece l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci.

L’uomo vitruviano

L’uomo vitruviano è un disegno a penna e inchiostro su carta, 34 x 24 cm, che rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano, dimostrando come può essere inserito sia nel cerchio, che rappresenta il cielo, sia nel quadrato che rappresenta la terra.

Leonardo da Vinci si basa sulle misure ideali del volto e del corpo umano scritte da Vitruvio nel terzo libro del suo trattato “De Architectura”.

Il centro naturale del corpo umano è l’ombelico; infatti, se una persona si distendesse a terra supina a braccia aperte e gambe divaricate, puntando il compasso sull’ombelico e tracciando una circonferenza, questa toccherebbe entrambe le estremità dei piedi e delle mani. Nondimeno, com’è possibile inscrivere il corpo in una circonferenza così se ne può ricavare un quadrato; misurando la distanza dai piedi alla sommità del capo e riportandola a quella che intercorre tra un estremo e l’altro delle braccia aperte si constaterà che le misure in altezza e larghezza coincidano come nel quadrato tracciato a squadra”.
(cit. da Marco Vitruvio Pollione, de Architectura Libri X, trad. di L. Migotto studio tesi, Pordenone, pag. 127).

Vitruvio inoltre scrive nel suo trattato che le misure del corpo umano sono:

4 diti fa un palmo;
4 palmi fa un piede;
6 palmi fa un cubito;
4 cubiti fa un uomo;
4 cubiti fa un passo;
24 palmi fa un uomo.

Aprendo le gambe tanto da abbassare l’altezza di ¼ dalla testa e aprendo e alzando le braccia in modo che con le dita si possa toccare la linea che passa dalla sommità della testa, allora il centro sarà l’ombelico; mentre lo spazio fra le gambe forma un triangolo equilatero.

Vetruvio architetto mette nella sua opera d’architettura che lle misure dell’homo sono della natura disstribuite in quessto modo. Cioè, che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un piè; 6 palmi fa un cubito, 4 cubiti fa un homo, e 4 cubiti fa un passo, e 24 palmi fa un homo; e cqueste misura son ne’ sua edifizi. Se ttu apri tanto le gambe che ttu chali da chapo 1/14 di tua alteza, e apri e alza tanto li bracci che colli lunghi diti tu tochi la linia della sommità del chapo, sappi che ’l cientro delle stremita delle aperte membra fia il bellicho. E llo spatio che ssi truova infra lle gambe fia triangolo equilatero”.

Queste sono anche le parole scritte da Leonardo sopra il suo disegno.

La testa rappresenta 1/8 del corpo umano;
il piede 1/6;
il cubito (avambraccio) ¼;
il petto ¼;
il centro del corpo umano è l’ombelico.

Leonardo a differenza dei suoi predecessori, propone, infatti, una soluzione diversa in cui il centro esatto del cerchio è l’ombelico, così come viene riportato nei canoni vitruviani; c’è però da considerare che il cerchio e il quadrato non condividono lo stesso centro.
Leonardo sceglie, infatti, di rappresentare l’uomo in due differenti pose:

  • una posa viene raffigurata con l’uomo in piedi e con le braccia distese, in modo che l’altezza e la larghezza delle braccia corrispondano ai lati del quadrato;
  • una posa con l’uomo in posizione supina con braccia e gambe divaricate, in modo da permettere all’uomo raffigurato di toccare in quattro punti la circonferenza del cerchio.
Leonardo ha quindi disegnato l’uomo vitruviano secondo le indicazioni scritte dallo stesso Vitruvio, ma non ha seguito alla lettera tutte le informazioni del trattato, ha anche eseguito delle sperimentazioni. Infatti, per Leonardo il piede corrisponde a 1/7 dell’altezza, mentre la misura dalla pianta del piede al ginocchio, non presente in Vitruvio, è di ¼ dell’altezza.
Misure introdotte nella descrizione del disegno.
Leonardo segue infatti un modello che guarda alla tradizione e attraverso la sperimentazione empirica ottiene un risultato nuovo e aggiornato.

Prima di Leonardo vi furono molti artisti che cercarono di cimentarsi sui canoni vitruviani dando delle proprie soluzioni, cercando sia di risolvere il problema pratico della figura sia di fornire i canoni per la misurazione e per le proporzioni. Ma oltre a questi intenti vi erano anche delle importanti ideologie simboliche.
Infatti, era idea comune che l’uomo fosse un microcosmo, ossia che l’uomo fosse il riflesso di un ordine superiore.
Quindi, il cerchio e il quadrato devono essere letti in chiave simbolica:
  • il cerchio dovrebbe rappresentare la sfera divina;
  • il quadrato dovrebbe rappresentare la terra.

L’uomo all’interno dei due elementi dovrebbe, invece, rappresentare l’elemento di raccordo capace di mettere armonia tra i due mondi.

Nella raffigurazione di Leonardo, invece, troviamo che il cerchio e il quadrato non sono in linea tra di loro e quindi queste idee simboliche vengono meno.

Su questa teoria vi sono differenti opinioni spesso contrastanti, infatti se Fritz Saxl, storico dell’arte austriaco, affermava che il disegno di Leonardo è semplicemente uno studio sulle proporzioni e non ha niente a che vedere con il microcosmo; lo storico dell’arte Massimo Mussini affermava invece che osservando il disegno si può notare come nell’uomo inscritto nel quadrato vi siano dei segni ben visibili su tutto il corpo. Questi segni sono le proporzioni descritte da Leonardo nell’introduzione al disegno. Il fatto che questi segni siano riportati solo nell’uomo inscritto nel quadrato assume un significato importante, infatti, nell’immagine inscritta nel quadrato questi segni rappresentano anche la segmentazione del microcosmo.
In sostanza, considerando che il corpo umano è lo strumento di conoscenza utilizzato da Leonardo, lo steso diventa strumento per la misura e oggetto per la pittura, il quale attraverso un processo di rielaborazione creativa arriva alla ricostruzione della forma.

Leonardo, a differenza degli altri, ha cercato di intendere il mondo in modo diverso, osservando la realtà con più razionalità e spiegando i fenomeni della natura.
Secondo Leonardo, infatti, l’uomo, a differenza del mondo, è provvisto di nervi, strumenti che gli permettono di muoversi a proprio piacimento e in modo libero.

Bibliografia

  • Pietro C. Marani, Maria Teresa Fiorio (a cura di), Leonardo da Vinci 1452 - 1519. Il disegno del mondo, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 16 aprile - 19 luglio 2015), Skira, 2015
  • Annalisa Perissa Torrini (a cura di), Leonardo: l’Uomo vitruviano fra arte e scienza, catalogo della mostra (Venezia, Gallerie dell’Accademia, 10 ottobre 2009 - 10 gennaio 2010), Marsilio, 2009
  • Pietro C. Marani, Giovanni Maria Piazza (a cura di), Il codice di Leonardo da Vinci nel Castello sforzesco, catalogo della mostra (Milano, Castello Sforzesco, 24 marzo - 21 maggio 2006), Mondadori Electa, 2006
  • Massimo Mussini, Il “Trattato” di Francesco di Giorgio Martini e Leonardo: il Codice Estense restituito, Quaderni di storia dell’arte, Università di Parma, 1991
  • Fritz Saxl, Lectures, Warburg Institute, 1957 (pubblicato postumo)

Le Proporzioni architettoniche


Studio di Filippo Puglia


Studio di Filippo Puglia
Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.











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