giovedì 8 febbraio 2018

Overture musicale di Kandinskij tra teoria e fantasia

Arte

Kandinskij: Overture musicale







Introduzione

Anche la sezione riguardante l’arte vede l’inizio di un nuovo viaggio, infatti andremo a conoscere più da vicino le opere del grande maestro dell’astrattismo Vasilij Kandinskij.

In questo viaggio andremo a vedere alcune sue opere cercando di raccontare le fantasie che ogni sua opera trasmette.
Questo scritto, infatti non vuole essere una critica d’arte ma solo un contributo all’informazione con l’aggiunta del pensiero creativo scaturito dall’osservazione del dipinto a opera di un amante dell’arte.

L’opera che vedremo in questa tappa è “Overture musicale”.

La musica e la pittura

Overture Musicale
olio su tela
1919

Kandinskij è stato sempre attratto dai colori, sin da bambino, e nel momento in cui abbandona la sua attività per dedicarsi all’arte cerca in ogni modo di esporre, nelle proprie tele, le sue teorie sull’uso del colore.
Secondo il maestro russo, il colore può avere due effetti sullo spettatore:

  • uno fisico:
          superficiale, basato su sensazioni momentanee e determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro;
  • uno psichico:
          dovuto alla vibrazione spirituale attraverso cui il colore raggiunge l’anima. Questo può essere diretto o può verificarsi attraverso l’associazione con gli altri sensi.
L’effetto psichico del colore viene determinato dalle qualità sensibili, infatti, il colore ha un odore, un sapore, un suono.

Ad esempio, il rosso risveglia le sensazioni del dolore, dovute alle caratteristiche del colore stesso, al suono interiore e non è dovuto all’associazione di idee in cui il rosso rappresenta il sangue e quindi il dolore.

Il colore può inoltre essere caldo o freddo, chiaro o scuro.
Queste quattro gradazioni del colore vengono intese dal maestro come suoni e posono essere combinati tra loro:

  • caldo-chiaro;
  • caldo-scuro;
  • freddo-chiaro;
  • freddo-scuro.

Il punto di riferimento per i colori caldi è il giallo.
Il punto di riferimento dei colori scuri è l’azzurro.
Alle polarità caldo freddo il maestro attribuisce un doppio movimento:

  • orizzontale;
  • radiante.

Il colore giallo è dotato del movimento orizzontale che lo fa avanzare in direzione dello spettatore, è anche dotato di un movimento eccentrico-centrifugo perché si allarga verso l’esterno, abbaglia e respinge.
Il colore azzurro è invece dotato di un movimento orizzontale che lo fa indietreggiare dallo spettatore, e anche di un movimento concentrico-centripeto perché si avvolge su se stesso creando un effetto di immersione e attirando così lo spettatore.


Kandinskij inoltre associa i colori alla musica descrivendoli in base alle sensazioni e alle emozioni che possono suscitare nello spettatore paragonandoli a strumenti musicali. Per il maestro i colori erano suoni da fissare sulla tela, egli infatti sperava che i suoi dipinti potessero essere ascoltati, che lo spettatore potesse entrare nell’opera diventando attivi e vivere con tutti i sensi.
In generale il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che toccando questo o quel tasto mette in vibrazione l’anima umana.…”
Accanto al colore troviamo anche il punto, la linea e la superficie, così come possiamo notare dal dipinto in oggetto; questi tre elementi sono essenziali nelle realizzazioni di Kandinskij:
  • il punto indica la staticità;
  • la linea crea e definisce il movimento;
  • la superficie è il supporto sulla quale sarà realizzata l’opera.
Il dipinto in oggetto, Overture musicale è l’esempio principe in cui l’artista espone la sua ricerca sulla vibrazione generata dalla realtà e che influisce sull’uomo.


Overture musicale: il pensiero diventa fantasia


Osservando il dipinto in modo superficiale potrebbe sembrare un insieme di linee e colori che danno vita al caos; ma, come abbiamo visto e come sappiamo non è così.
Si tratta infatti di una composizione pittorica in cui ogni elemento sia le linee, sia i colori, sia i punti trasmettono dei suoni e raccontano una scena.
Molti spettatori, sicuramente, riescono a percepire il suono, anche se forse non è quello voluto dal maestro russo, mentre molti altri pur non percependo il suono avranno comunque delle emozioni.
Tralasciando le idee e le teorie di Kandinskij e osservando il dipinto si ha una sensazione di generale serenità con tratti più drammatici e di armonia, date dall’accostamento dei colori e dai segni, con linee che in alcuni casi sembrano formare delle figure, dei volti che dialogano, che sorridono o che impartiscono ordini.
Osservando questo dipinto, inoltre, grazie alla grande intuizione e genialità del maestro, con la sua tipica composizione di colori e linee che disposte in un determinato modo sembrano emettere dei suoni, si possono anche trarre delle storie affascinanti e fantastiche. Lavorando di fantasia, infatti, vediamo in alto sulla sinistra il volto di un essere superiore che sembra comandare la scena generale impartendo ordini e indicazioni, tramite il movimento delle labbra che vanno a formare le vele di una barca che naviga tranquilla anche se nelle immediate vicinanze accade qualcosa di strano. A fianco, nella zona centrale del dipinto, una linea curva forma uno strumento musicale, che può essere un violoncello o un violino che serve a inebriare la scena di una musica a volte soave a volte drammatica. Più in basso, sempre sulla sinistra, un altro pesce, di colore rosso, impaurito scappa, ma dallo stesso escono fuori due figure, due volti, che potrebbero essere due angeli, i quali però si rivolgono alla scena davanti portando un po di serenità, considerando che da essa traspare gelosia e amore. La scena termina quindi con un tizio sdraiato al sole, si rilassa in tutta tranquillità e osserva allo stesso tempo tutto ciò che accade alle sue spalle.
La scena nel suo insieme viene comunque dominata dalla punta di un pugnale o comunque di un qualcosa che deve trasmettere la sensazione di forza. Appena sotto la parte dominante un topolino sembra arrivare in velocità dando la sensazione di voler percorrere tutta la scena, essendo in cerca di qualcosa, mentre già dall’altro lato un piccolo essere è preoccupato dal suo imminente arrivo.
Giocando di pura fantasia possiamo vedere questi e altri elementi che compongono l’importante opera di Kandinskij.
A questo punto passo la palla a voi.

Bibliografia
  • Nadia Podzemskaia, Colore simbolo immagine: origine della teoria di Kandinsky, Alinea editrice, Firenze, 2000.
  • Alexander Kojève, Kandinsky, Quodlibet, Macerata, 2005

Kandinskij tra teoria e fantasia


Filippo Puglia





Filippo Puglia
Sono nato a San Giorgio di Gioiosa Marea in provincia di Messina; un piccolo borgo situato sulla costa tirrenica della Sicilia nord-orientale, di fronte all’arcipelago delle isole Eolie.
Mi occupo di design e scenografia e sono un appassionato e studioso di arte, architettura, letteratura e teatro.








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